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Paolo Lorenzi

E Bagnaia ce l'ha anche con i colleghi: «Alle riunioni della commissione sicurezza non viene più nessuno, l'ultima volta eravamo in tre»

«Quando il motorsport ti mette davanti pericoli così capisci quanto si possa essere fortunati», per Fabio Di Giannantonio, oltre alla gioia per la vittoria al termine di una gara interrotta due volte per incidenti che potevano avere un esito drammatico, c’è la consapevolezza della tragedia sfiorata.

I pezzi della moto di Alex Marquez gli sono finiti addosso, compresa la ruota della Ducati dello spagnolo, esplosa nell’impatto. Gli è andata bene. Piloti sconvolti da quanto accaduto, hanno dovuto mettere velocemente da parte l’inquietudine per la sorte dei loro colleghi. Il programma doveva proseguire. Solo dopo aver concluso la corsa c’è stato il tempo per le riflessioni. Acosta che ha involontariamente innescato l’incidente, rallentando all’improvviso per un guasto alla moto, colpita da Marquez che lo seguiva da vicino, è stato il più duro, la corsa andava fermata. «Non sono d’accordo che si debba tornare a correre dopo due bandiere rosse. Non si può far finta di niente e tornare in pista come se niente fosse».