«Papà aiutami, non mi sento bene: sto svenendo». Al citofono con il padre, che si è precipitato in strada trovandolo già cianotico, Adriano D’Orsi ha pronunciato l’ultima frase della sua breve vita mentre la voce si spegneva in gola. A 16 anni è morto a Casoria in pochi minuti intorno alle 23 di sabato per cause che soltanto l’autopsia potrà stabilire.
Per il momento si possono fare soltanto ipotesi: era allergico al lattosio, si è sentito male dopo aver mangiato un gelato e ogni tentativo di soccorrerlo è fallito. Gli è stato anche somministrato del cortisone con un’iniezione, ma il personale del 118, accorso sul posto, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. La salma ora si trova nell’obitorio di Giugliano in Campania.
Il 16enne aveva trascorso la serata di sabato con un gruppo di amici. Poi in tre si erano staccati dagli altri e avevano deciso di mangiare un gelato prima di rincasare. Per Adriano i soliti gusti, ma questa volta pochi minuti dopo si è sentito male. I due coetanei a fatica l’hanno accompagnato tenendolo per le braccia verso la casa del padre, a poca distanza.
Il genitore, Mario, è sceso di corsa con il cuore in gola. Sapendo dell’allergia del figlio ha chiesto a una vicina di casa di praticargli subito un’iniezione, ma tutto è stato inutile. «Non si può morire così, è un dolore troppo grande», dice. Mentre la mamma del ragazzo, che vive in un’altra abitazione, ripete: «Voglio giustizia, voglio sapere cos’è successo. Sono distrutta». La famiglia si è affidata all’avvocato Francesco Petruzzi, che ha già compiuto i primi passi giudiziari.











