TREVISO - Linus arriva in viale Vittorio Veneto verso le 9,10. Sorridente, in grande forma, con felpa e pantaloncini neri e sotto la maglietta ufficiale verde della dieci chilometri. Si guarda attorno passando da un selfie e l’altro: «È sempre emozionante venire qui. Devo dire che, camminando in mezzo alla folla, mi sembrava di essere Mosè che tagliava le acque. Sono arrivato insieme a tutti quelli che stavano raggiungendo il punto di partenza, è stato quasi commovente». Treviso ha risposto alla grande al richiamo di questa Deejay Ten sia in termini di iscritti che di indotto. Ed è il terzo anno di fila che lo fa, ogni volta aumentando il numero di partecipanti. Un’ascesa che non conosce fine. Linus lo sa e conferma già l’edizione 2027: Treviso farà ancora parte della quaterna di città italiane che ospiteranno un evento che sta a metà tra sport e folclore nel senso più positivo del termine; che unisce passione per la corsa alla voglia di vivere appieno la città.

IL MODELLO Evento che ha un format perfetto: percorsi con distanze abbordabili, 10 e 5 chilometri da fare ognuno col proprio stile, sia con l’occhio sempre fisso sul cronometro sia in compagnia del cane di casa o spingendo un passeggino. Nel giro di tre d’ore tutto finisce tra musica e allegria. Poi tutti a casa o in centro tra locali e negozi pronti a fare affari. Un modello, insomma, che funziona. E Linus, non a caso, evidenzia: «Devo dire che il record dei 16mila iscritti toccati di quest'anno, il massimo raggiunte nelle edizioni trevigiane, poteva essere anche maggiore. E di molto. Ma ci siamo autoimposti di non prenderne troppi, perché la città poi non è enorme e non volevamo creare complicazioni». LA VERITÀ Ovviamente complicazioni ce ne sono state, ma sono inevitabili quando si ospitano eventi del genere e vengono messi in conti: un po’ di proteste dei residenti per la difficoltà di trovare un parcheggio, un altro po’ da parte di chi alla Deejay Ten è pochissimo o per nulla interessato e ieri mattina si è trovato intrappolato in una selva di chiusure e divieti. Ma tutto finisce nel calderone e, facendo una media di tutto, il risultato finale è ottimo. «Treviso è stata, come sempre, più che accogliente - ammette Linus - io fra le tre Deejay Ten fatte negli ultimi anni, gli appuntamenti a teatro altre occasioni, due volte all'anno a Treviso ci vengo. Ma una cosa molto divertente, e che riassume al meglio il rapporto che noi di Radio Deejay abbiamo con questa città, è che tutti i nostri che vengono qua per lavorare si portano la famiglia perché sanno che qua si sta bene». E tanto per non farsi mancare nulla, sabato sera Linus e tutto lo staff arrivato a Treviso è stato ospite del sindaco Mario Conte. Una cena con i fiocchi: «Ho in corpo un tasso di prosecco ancora molto alto - ha detto ironizzando il dj dal palco - ma anche il sindaco non scherza, i voti ormai li misura in litri». Linus, insomma, a Treviso non rinuncia: «Ci venivo spesso già da giovane, ma ci venivo di notte e non vedevo niente. La città invece è bellissima di suo. Ma poi mi dà la sensazione che la gente sia più serena che in altri posti: sarà che parlo così perché arrivo da Milano che è un po' più complicata. Il prossimo anno saremo ancora qui, ancora più impegnati per realizzare l’evento migliore possibile. Come facciamo a mettere in dubbio la nostra presenza? Faremo una nuova edizione, ormai sta diventando un appuntamento fisso». Poi il saluto, via social, al termine di tutto: «Il mio Triathlon è Leggere, Pedalare, Correre. Mica male. E tra poco, spero, mangiare. Grazie Treviso, è stato bellissimo!». Alla prossima.