di
Marco Imarisio
Sinner e il tennis italiano trionfano al Foro con Mattarella in tribuna, il calcio sprofonda tra litigi, delusioni e tre Mondiali saltati: il confronto è facile, ma il pallone resta primo, e prima viene curato e guarito, meglio è
Fin troppo facile. Mettere a confronto la sontuosità del nostro tennis, la grande bellezza del Foro Italico e il presidente Mattarella in tribuna d’onore, una giornata perfetta e un campione perfetto come Jannik Sinner, e le vele spiegate di un movimento ben gestito e diretto da una mano molto ferma, con la miseria del nostro calcio, la tremenda notte di Zenica, tre Mondiali visti da lontano, le liti, le beghe da cortile e il poco mischiato col nulla che la sua classe dirigente ha imparato da Calciopoli in poi, e sono passati vent’anni, mica uno. Lo stanno facendo in molti, infatti.
Se poi c’è anche il detonatore della fantozziana vicenda dell’orario di inizio delle partite che riguardavano la qualificazione in Champions, risolta dopo un balletto lungo una settimana imponendo per altro la soluzione proposta fin dall’inizio dalla Lega calcio, il giochino diventa quasi divertente.













