Redazione
17 maggio 2026 19:18
Momenti di tensione all’esterno dell’ospedale Maggiore, dove sono ricoverati i due coniugi di 55 anni travolti sabato nel centro di Modena dall’auto guidata da Salim El Koudri. Una troupe della Tgr Emilia-Romagna, impegnata a documentare gli aggiornamenti sulle condizioni dei feriti, è stata aggredita da amici e parenti dei pazienti ricoverati. Nel mirino una giornalista della Rai e il suo operatore: secondo quanto ricostruito, alcune persone vicine alla famiglia avrebbero reagito con violenza alla presenza dei cronisti, sostenendo di non volere giornalisti davanti al reparto di Rianimazione. Durante l’aggressione sono stati danneggiati il cavalletto e la telecamera della troupe. L’episodio è avvenuto mentre l’attenzione mediatica restava altissima per la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arrivati al Maggiore per incontrare i familiari delle vittime e il personale sanitario.Registrati alla sezione Dossier BolognaTodayDe Pascale: “La libertà di informazione è un diritto inalienabile”Sull’accaduto è intervenuto il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, che ha espresso solidarietà alla troupe della Rai e ha condannato con fermezza l’aggressione. “La libertà di informazione è un diritto inalienabile, che tutela la nostra democrazia”, ha dichiarato. “Voglio esprimere la mia solidarietà alla troupe della Tgr Emilia-Romagna che è stata aggredita oggi mentre stava svolgendo la necessaria attività di documentazione giornalistica con l’obiettivo di verificare le condizioni dei feriti del grave episodio avvenuto ieri a Modena”. Per de Pascale, il lavoro dei giornalisti rappresenta un servizio pubblico essenziale, soprattutto in momenti di forte tensione collettiva come quello che sta vivendo il territorio. “L’informazione è un servizio essenziale per le cittadine e i cittadini che dobbiamo sempre difendere e sostenere”, ha aggiunto.“Un atto che ferisce ancora di più”Il governatore ha sottolineato come l’episodio assuma un peso ancora più grave perché arriva dopo ore drammatiche per tutta la comunità emiliano-romagnola. “L’aggressione alle giornaliste e ai giornalisti è un atto che ferisce ancora di più, perché avviene dopo 24 ore molto delicate e dolorose, nelle quali gli organi di informazione hanno dato un contributo fondamentale a diffondere in maniera corretta le notizie di quanto è accaduto, con grande serietà e nel pieno rispetto della deontologia professionale”. Un richiamo anche al lavoro svolto in queste ore da televisioni, quotidiani e agenzie di stampa per raccontare l’evolversi delle condizioni dei feriti, le indagini sulla tentata strage e la risposta delle istituzioni. “Ringrazio tutti i professionisti e le professioniste dell’informazione che in questi giorni hanno dato un’informazione rigorosa, seria e puntuale rispetto a quello che stava avvenendo”, ha concluso.Anche Unirai-Figec: “In pericolo la libertà di informazione”Alla condanna del presidente della Regione si aggiunge anche quella di Unirai-Figec, il sindacato dei giornalisti Rai, che ha espresso piena solidarietà alla troupe della Tgr Emilia-Romagna aggredita all’esterno dell’ospedale. “In pericolo la libertà di informazione”, scrive il sindacato in una nota, parlando di un episodio grave che si inserisce in una lunga serie di intimidazioni contro chi svolge attività giornalistica sul territorio. “Esprimiamo solidarietà alla troupe della Tgr Emilia-Romagna aggredita all’esterno dell’ospedale di Bologna da un gruppo di facinorosi che hanno inveito contro l’operatore e colpito l’attrezzatura. La troupe era impegnata a raccogliere immagini e interviste sulle condizioni dei feriti, dopo il terribile investimento di Modena”. Unirai-Figec rinnova quindi “la ferma condanna per l’ennesimo episodio di violenza che colpisce gli operatori dell’informazione Rai”, sottolineando come “la nostra libertà e il nostro diritto-dovere di informare sono stati di nuovo messi in pericolo; l’attività giornalistica è stata ancora una volta interrotta”. Per il sindacato, è “inaccettabile che gli operatori in servizio debbano temere attacchi come quello di oggi”, e per questo viene chiesto che “siano individuati e perseguiti i responsabili di quest’ultimo episodio di una serie di aggressioni che assumono ormai carattere intimidatorio”.Iscriviti al canale Whatsapp di BolognaToday












