MONTECARLO – Molto Jaguar e un po' anche Spirit of Ecstasy. Anche solo da passeggero, il prototipo della Gt Type 01 (lo zero sta per le emissioni mentre l'uno indica l'inizio di una nuova era) impressiona. La carrozzeria è ancora camuffata e gli interni non si possono fotografare, ma l'ambiente è ovattato e si intuisce lussuoso sotto le “imbottiture” che nascondono un piccolo schermo centrale inserito nella parte bassa della consolle, ma non il cruscotto digitale dall'ampia diagonale (peraltro necessariamente spento) dietro il volante, attraverso il quale si potranno comandare molte funzioni.

La Jaguar Gt Type 01 da oltre 1.000 Cv e circa 1.300 Nm è una 2+2 posti: quelli dietro sono apparentemente più accessibili rispetto ad altri modelli simili. Non solo per il rivestimento geometrico colorato, la Gran Turismo britannica è imponente sulla strada: misura attorno ai 5,2 metri di lunghezza, con un cofano molto pronunciato e un posteriore senza lunotto. Anche se a bordo ancora non lo si può ancora apprezzare, l'abitacolo è illuminato da un ampio tetto panoramico fisso, per il momento coperto dal camouflage.

Le prestazioni sono inevitabilmente da brivido e l'ingegnere che è al volante (il cronista de Il Messaggero è “solo” passeggero) spiega che nello sviluppo non sono state cercate le prestazioni estreme, bensì la fluidità e lo stile di guida Jaguar. La velocità massima è comunque ragguardevole e raggiunge i 250 orari, mentre lo spunto da 0 a 100 km/h avviene in circa 3'': «È un'elettrica – ricorda – e quindi avremmo potuto anche conferirle un'impostazione differente, ma per noi era importante trasferire la consapevolezza che anche accelerando a velocità sostenute ce n'è ancora».