“Per la mia generazione, dire Genova vuol dire automaticamente gli eventi del G8”. A 25 anni dal controvertice del 2001, Zerocalcare torna sulla Diaz e su Bolzaneto rispondendo a una studentessa della Diaz, al Salone del Libro di Torino. La ragazza racconta che, nella vita quotidiana dell’istituto genovese noto per il massacro compiuto dalla polizia nel 2001, quella storia non è diventata memoria comune: “In classe” ha risposto alla curiosità del fumettista “qualcuno pensava che nella nostra scuola ci fosse stato un terremoto”.

Zerocalcare, che stava presentando la nuova serie animata “Due spicci”, in arrivo su Netflix dal 27 maggio, riapre la parentesi sul raid notturno alla Diaz, i manifestanti picchiati mentre dormivano nei sacchi a pelo, Bolzaneto e le ore di violenze successive. “Non esiste nessun prodotto mio, dei film, dei libri, delle serie, in cui non c’è almeno un riferimento al G8“. Pensava che quest’anno quella storia fosse chiusa: niente più processi, niente più persone che rischiano il carcere, dopo il no francese all’estradizione di Vincenzo Vecchi. Poi gli hanno chiesto una copertina alternativa per “Nessun rimorso” e, rimettendosi al lavoro, è tornato “un groppo alla gola”. La conclusione è secca: “Probabilmente questa roba non la archivierò mai”.