Nel mondo dell’auto elettrica, la velocità di sviluppo è tutto, ma non a discapito dell’identità. È questo il mantra che guida Opel verso il 2028, anno in cui debutterà il suo nuovo C-SUV elettrico nato dalla collaborazione con il partner cinese Leapmotor. Sebbene la base tecnica sia strettamente imparentata con la Leapmotor B10, l’amministratore delegato di Opel, Florian Huettl, è stato categorico: non aspettatevi un semplice rebranding o un’operazione di “rebadging”.
La divisione dei compiti: cuore cinese, sensi tedeschi
La sfida di Opel è sfruttare l’agilità industriale di Leapmotor senza snaturare il carattere del marchio di Rüsselsheim. Per riuscirci, è stata stabilita una chiara ripartizione delle responsabilità. Se da un lato Opel utilizzerà i processi di sviluppo ultra-rapidi della firma cinese, dall’altro i suoi ingegneri manterranno il controllo totale su tutto ciò che definisce l’esperienza di guida.
Nello specifico, il team Opel si sta occupando direttamente di elementi fondamentali come:
Dinamica di guida: taratura dello sterzo e della trasmissione.






