Il professor Padalino in sala operatoria
Prosegue il percorso di rilancio della cardiochirurgia pediatrica al Giovanni XXIII di Bari. Dopo il primo intervento effettuato ad aprile, nei giorni scorsi altri due bambini sono stati operati con successo nell’ospedale pediatrico barese, segnando un nuovo passo nella ripresa dell’attività dopo sei anni di stop.Il primo intervento ha riguardato un bambino di 7 anni affetto da drenaggio venoso anomalo polmonare parziale, una malformazione congenita che altera il normale flusso del sangue tra cuore e polmoni e che, se non trattata, può provocare scompenso cardiaco. L’operazione è stata eseguita dall’équipe guidata dal professor Massimo Padalino, direttore dell’unità operativa dipartimentale di cardiopatie congenite del Policlinico di Bari, insieme al cardiochirurgo pediatrico Giuseppe Scrascia. Il piccolo paziente è stato successivamente dimesso.A poche ore di distanza, nella sala di emodinamica del Giovanni XXIII, un altro bambino di 6 anni, affetto da una sindrome plurimalformativa con microduplicazione del cromosoma 22, è stato sottoposto a un intervento percutaneo con impianto di stent per trattare un restringimento dell’aorta toracica sviluppatosi nel tempo. Anche in questo caso la procedura si è conclusa senza complicazioni e il bambino è tornato a casa dopo pochi giorni.“Percorso complesso per riportare il servizio in Puglia”La ripartenza della cardiochirurgia pediatrica è stata accompagnata da mesi di lavoro organizzativo e tecnico all’interno dell’azienda ospedaliero-universitaria barese.“Abbiamo effettuato percorsi di retraining, verifiche delle attrezzature, simulazioni operative e incontri per definire i percorsi clinici e assistenziali necessari alla ripresa dell’attività in piena sicurezza”, ha spiegato il direttore sanitario del Policlinico di Bari, Danny Sivo.Ad aprile era stato già eseguito un primo intervento su un bambino pugliese di 8 anni affetto da “cor triatriatum”, rara malformazione cardiaca congenita. Altri interventi sono già programmati nelle prossime settimane.Sanguedolce: “Stop ai viaggi fuori regione delle famiglie”L’obiettivo dell’azienda ospedaliera è ricostruire un’attività stabile e strutturata, riportando in Puglia una specializzazione che per anni è mancata. “Vogliamo restituire ai bambini e alle loro famiglie una risposta assistenziale attesa da tempo - ha dichiarato il direttore generale del Policlinico di Bari Antonio Sanguedolce -. In questi anni molte famiglie sono state costrette a spostarsi fuori regione per ricevere cure cardiochirurgiche pediatriche”.Sanguedolce ha sottolineato anche l’importanza del lavoro multidisciplinare tra Giovanni XXIII e Policlinico: “Stiamo consolidando competenze, organizzazione e integrazione tra le équipe coinvolte, con l’obiettivo di ricostruire un servizio stabile e duraturo”.







