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Produzioni distrutte per il 70% dall'instabilità atmosferica di questa primavera, segnata da grandine e nubifragi: nei raccolti di ciiliegie, si registra la perdita di 2 frutti su 3. Lo scenario apocalittico è denunciato da Coldiretti Puglia: il maltempo ha colpito duramente le ciliegie in provincia di Bari e nella Bat, con i nubifragi a Conversano, Rutigliano, Turi, Castellana Grotte, Casamassima, la grandinata a Triggianello e tra Andria e Bisceglie.Bari principale distretto cerasicolo d'ItaliaSecondo i dati ufficiali Istat e del comparto agricolo nazionale, la provincia di Bari è il principale distretto cerasicolo d’Italia, con circa 47 mila tonnellate di ciliegie prodotte ogni anno e una quota pari a circa il 34% dell’intera produzione nazionale. La sola provincia barese concentra oltre il 96% della produzione regionale pugliese di ciliegie. La Puglia è inoltre la prima regione italiana per superficie coltivata a ciliegio, con quasi 20 mila ettari investiti, di cui oltre 17 mila ettari concentrati nel territorio della provincia di Bari. Le varietà più diffuse e pregiate restano le Bigarreau e le Ferrovia, simbolo della cerasicoltura barese e pugliese.“Perdite produttive e aumento dei costi aziendali”“Dopo un anno di lavoro, nubifragi e grandinate distruggono i frutti e compromettono le produzioni, con pesanti conseguenze economiche sulle imprese agricole e sull’intera filiera cerasicola pugliese - sottolinea Coldiretti - La tropicalizzazione del clima continua infatti a colpire duramente le campagne pugliesi, con fenomeni estremi sempre più frequenti e violenti che causano perdite produttive e un forte aumento dei costi aziendali. Oltre ai danni diretti alle colture, le aziende devono affrontare ulteriori spese per interventi straordinari, manutenzioni e ripristini, mentre i raccolti vengono drasticamente ridotti”.Penalizzati agricoltori e consumatori“Di fronte al brusco calo produttivo, gli agricoltori si trovano a sostenere costi di produzione sempre più elevati, mentre i prezzi riconosciuti nelle campagne non riescono a compensare le spese affrontate - ribadisce l'associazione di categoria - Sui banchi al consumo, invece, si registrano quotazioni altissime, con ciliegie vendute anche a 20 euro al chilogrammo a Milano, mentre aumenta il rischio dell’ingresso di prodotto estero privo di adeguate indicazioni sull’origine”.Le richieste di ColdirettiColdiretti Puglia sottolinea, inoltre, la necessità di intensificare i controlli sull’origine dei prodotti ortofrutticoli commercializzati nei mercati e nella grande distribuzione, soprattutto per quanto riguarda gli arrivi dai Paesi del Nord Africa come Egitto, Tunisia e Marocco. L'associazione di categoria chiede anche interventi urgenti a sostegno dei produttori colpiti dal maltempo.