Redazione

16 maggio 2026 11:42

L'origine dei cognomi Riotta, Carbone, Mezzasalma e Guttadauro di Francesco Miranda. (come Gianni Riotta, giornalista, scrittore, conduttore televisivo) Origine del cognome. Riotta potrebbe derivare da forme aferetiche di ipocoristici di nomi come Mario (Ma- riotto), Dario (Da-riotto), ma anche da forme aferetiche contratte dei nomi Arrigo (Ar-riotto), Federico (Feder-riotto). Altra ipotesi: derivazione da soprannomi originati dal termine medioevale francese antico “ri(h)ote” che significa “lite, contesa”. Varianti includono Riotti, Riottini, Riottino, Riotto. Si potrebbe pensare, inoltre, a soprannomi derivati dal termine burgundo (francese di Borgogna) RIOT, che significa ruscello, probabile luogo d’origine dei capostipiti (Ganino, citato). In Treccani, “riotta” è un sostantivo femminile, ormai arcaico o letterario, che significa “lite”, “contesa”, ecc. Riotta si trova in contesti letterari per indicare contrasti verbali gravi o rissa (come in Boccaccio o Montale). (Ganino). Varianti includono Riotti, Riottini, Riottino, Riotto. Diffusione geografica. Riotta è specifico del Palermitano (Palermo, Gangi, Carini), con qualche presenza nel Messinese (Militello Rosmarino, Alcara Li Fusi). Poche presenze nel resto d’Italia, limitate in alcune regioni come Lombardia, Calabria, Toscana, Liguria, Piemonte, Veneto, Lazio. Personaggi noti. Gianni Riotta (Palermo 12/1/1954), giornalista, scrittore, conduttore televisivo italiano; lavora tra New York e Milano. Ha iniziato la sua carriera nella carta stampata collaborando con importanti quotidiani italiani, tra cui “La Stampa” e “Corriere della Sera”. Negli anni Novanta è diventato uno dei volti più riconoscibili del giornalismo televisivo italiano grazie alla conduzione del TG1 e di programmi di approfondimento politico e culturale. Dal 2006 al 2009 è stato direttore del quotidiano “Il Sole 24 Ore” e successivamente ha lavorato come editorialista, docente universitario e commentatore di politica internazionale. Ha insegnato anche negli Stati Uniti, in particolare presso la Princeton University. Attualmente lavora per il quotidiano “La Stampa”, collabora con l’edizione italiana di “Hoff Post” e, dal 2021 è editorialista di “Repubblica”. È autore di saggi e romanzi, tra cui “N.Y. Undici Settembre” (2001) e “Il web ci rende liberi? “(2013), entrambi editi da Einaudi. Conduce trasmissioni di approfondimento storico e cura il podcast “Riottoso”. Luigi Riotta (Palermo 1958), pittore e ritrattista autodidatta siciliano, attivo a Balestrate. La sua arte si definisce il “realismo emotivo”, caratterizzato da un uso drammatico della luce e da una forte carica espressiva. Specializzato in pittura figurativa, olio e acrilico, su tela e legno, alterna l’uso di colori vivaci e raffinati lavori monocromatici. Negli anni '90 è stato membro del Gruppo 33, distinguendosi per la creazione di opere "live". Dal 2025 collabora al progetto LU-MA, focalizzato su opere d'impatto per il settore commerciale. Vanta una proiezione internazionale con committenze in tutto il mondo e una solida partecipazione a mostre personali e collettive. Francesco Riotta (Palermo 1985), cantautore e chitarrista palermitano cresciuto nel centro storico di Palermo, dove ha sviluppato uno stile musicale che unisce tradizione siciliana e influenze internazionali come reggae, ska, soukous e musica bambarà; si avvicina alla musica e alla multiculturalità del quartiere Ballarò. Nel 2004 vince il contest “Musica contro la mafia” e apre i concerti di Caparezza, Goran Bregovic, Mama Marajas, Almamegretta, Sud Sound System. Tra il 2022 e il 2023 porta la sua musica in tournée in numerosi paesi europei. Le sue canzoni, scritte in italiano, siciliano e altre lingue incontrate nei suoi viaggi, raccontano una visione “glocale” fatta di incontro tra culture, energia, malinconia e forte coinvolgimento umano. Carbone(come Mario Carbone, regista, direttore della fotografia, fotografo) Origine del cognome. Il cognome Carbone deriva da originari soprannomi e nomi di mestiere connessi con l’estrazione e l’utilizzazione, il commercio e la vendita del carbone. Diffusione geografica. Carbone è largamente diffuso, e con alta frequenza, nelle forme base, in tutta l’Italia e, con alterati e derivati (Carbonella, Carbonelli, Carbonetti, Carbonini, Carbonaro, Carbonari, Carbonara, ecc.), nel Centro-Sud; prevale in Campania, Puglia, Sicilia, Lombardia, Lazio, Piemonte, Calabria, Liguria, Basilicata, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia. In Sicilia le famiglie Carbone sono attestate in tutta l’isola, con ricorrenze più numerose nel Messinese (Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Scaletta Zanclea, Milazzo, San Filippo del Mela, Francavilla Sicula, Pace del Mela, Lipari, Graniti, Rometta, Tripi, Fiumedinisi, ecc.), nel Catanese (Catania, Gravina di Catania, Giarre, Mascalucia, Acireale, San Giovanni La Punta, Trecastagni, Mineo, Caltagirone, Riposto, Sant’Agata Li Battiati, Aci Castello, Paternò, Aci Catena, San Gregorio di Catania, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Casteldaccia, Piana degli Albanesi, Misilmeri, Ficarazzi, Bagheria, Godrano, Petralia Soprana, Prizzi, Lercara Friddi, Santa Flavia, Termini Imerese, Villabate, Caccamo, Cefalà Diana, Monreale, Corleone, ecc.), e, ancora, nell’Agrigentino (Agrigento, Racalmuto, Ribera, Canicattì, Favara, Porto Empedocle, Aragona, Raffadali, ecc.), nel Nisseno (Niscemi, Caltanissetta, Mazzarino, Sommatino, Gela, Riesi, ecc.), nel Ragusano (Pozzallo, Vittoria, Ragusa, Scicli, ecc.), nel Siracusano (Siracusa, Noto, Lentini, Palazzolo Acreide, Rosolini, ecc.). Personaggi noti. Vira Carbone (Salerno, 3/8/1969), giornalista e conduttrice Rai. Laureata in Giurisprudenza, è diventata giornalista professionista nel 2003. Dopo l’esperienza come inviata di “Porta a Porta” ha condotto diversi programmi televisivi, tra cui “Sabato, Domenica &…”, “Unomattina Vita Bella” e soprattutto “Buongiorno Benessere” su Rai 1, trasmissione dedicata alla salute e alla divulgazione medico-scientifica. Dal 2018 conduce sempre su Rai 1 il programma di seconda serata “La vita è meravigliosa”, dedicato alla salute e caratterizzato dalla presenza di ospiti del mondo medico-scientifico e dello spettacolo. È anche autrice di libri sul benessere e la longevità. Mario Carbone (San Sosti, 12/5/1924 – Roma 18/5/2025) è stato uno dei più importanti documentaristi e fotografi italiani del Novecento. Formatosi come fotografo tra Calabria, Napoli e Milano, si trasferì poi a Roma dove lavorò come direttore della fotografia e regista di documentari. Collaborò con figure come Carlo Levi, Cesare Zavattini e Cecilia Mangini. Nel 1964 vinse il Nastro d’Argento per il documentario “Stemmati di Calabria” e nel 1967 il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia per “Firenze”, straordinaria testimonianza visiva dell’alluvione. La sua opera è considerata una preziosa testimonianza sociale e antropologica dell’Italia del dopoguerra. Francesco Carbone (Cirene, Libia, 1923 – Palermo 23/12/1999), fu critico d’arte, scrittore, pittore e animatore culturale di origine siciliana. Cresciuto a Godrano, nel Palermitano, si impegnò nel dopoguerra nelle lotte sociali e contadine contro il latifondo e la mafia. Giornalista e promotore culturale, sviluppò anche un’intensa attività artistica, con opere di carattere astratto e sperimentale. È ricordato come figura poliedrica: artista, etnografo, ecologista e fondatore dell’esperienza culturale di “Godranopoli”. Nel 2023 gli è stata dedicata una mostra per il centenario della nascita. Mezzasalma (come Carmelo Mezzasalma, poeta, saggista, musicologo) Origine del cognome. Mezzasalma deriva dalla cognominizzazione di un soprannome nato dalla combinazione dei termini “mezza” e “salma”. La “salma” era una unità di misura agraria pari a circa 37.680 metri quadrati (variabile secondo le varie zone), utilizzata in Sicilia per misurare la superficie dei terreni; era anche una unità di misura per “aridi” (cereali, legumi e simili). Il soprannome, probabilmente era riferito ad un contadino-capostipite che possedeva o lavorava un terreno di “mezza salma” o che riceveva mezza salma di grano come compenso per il suo lavoro. Cognome forse un po’ denigratorio: un “uomo da mezzasalma”, povero, di poche risorse, con poco terreno. Diffusione geografica. Il cognome Mezzasalma è tipico della Sicilia Orientale, in particolare del Ragusano, oltre che in Sicilia, è attestato, ma con poche famiglie, in Lombardia, Lazio e, qua e là, in Liguria, Piemonte, Veneto, Toscana, Campania, ecc. In Sicilia, come detto, ha molte occorrenze nel Ragusano (Ragusa, Comiso, Vittoria, Modica, Acate, Giarratana, Scicli, Santa Croce Camerina, ecc.), nel Messinese (Messina, Milazzo, Torregrotta, Gualtieri Sicaminò, ecc.), nel Siracusano (Siracusa, Rosolini, Noto, Palazzolo Acreide) e piccoli nuclei nel Catanese (Catania, Tremestieri Etneo, Acireale, Grammichele), nel Nisseno (Gela). Personaggi noti. Carmelo Mezzasalma (Ragusa, 1945), poeta, saggista, sacerdote e musicologo siciliano. Laureato in Filosofia all’Università di Firenze, dove fu allievo di Eugenio Garin, ha affiancato agli studi filosofici una intensa formazione musicale come pianista e organista. Per molti anni ha svolto attività didattica come docente di Storia e Filosofia e di Letteratura poetica e drammatica, distinguendosi anche come promotore culturale e animatore di seminari dedicati all’arte, alla spiritualità e alla letteratura. Fondatore della Comunità di San Leolino nel Chianti fiorentino, ha sviluppato un percorso intellettuale centrato sul dialogo tra poesia, fede e simbolo. Accanto alla poesia ha pubblicato saggi di mistica, traduzioni spirituali e studi dedicati alla tradizione carmelitana e alla cultura europea. Grazio Mezzasalma (Gela), artigiano e maestro vasaio, noto per la straordinaria capacità di riprodurre fedelmente ceramiche dell’antica tradizione greca siceliota. La sua attività artistica nasce da una profonda passione per l’archeologia e per la storia della colonia greca di Gela, uno dei più importanti centri della Magna Grecia. Autodidatta, Mezzasalma ha imparato le antiche tecniche della lavorazione dell’argilla grazie all’incontro con un anziano artigiano locale che ne intuì il talento. Nel corso degli anni ha perfezionato metodi di foggiatura, colorazione e cottura ispirati alle pratiche dell’antichità, arrivando a costruire persino un forno sul modello di quelli greci antichi. I colori utilizzati nelle sue opere derivano spesso da pigmenti naturali ricavati dalla terra siciliana. Le sue riproduzioni di crateri, anfore, lucerne e vasi a figure rosse e nere sono considerate così accurate da sorprendere studiosi e archeologi. Alcune sue opere sono state esposte anche in contesti internazionali, tra cui il Carrousel du Louvre di Parigi nell’ambito della mostra “Museum Expressions”. Sofia Mezzasalma (Milazzo 28/10/1999), giornalista pubblicista, fotografa, videomaker e divulgatrice siciliana Fin da adolescente si è distinta per il forte interesse verso i temi sociali, psicologici e culturali. Ha iniziato il proprio percorso artistico nel mondo della fotografia e del videomaking, realizzando mostre e documentari dedicati a problematiche sociali, disagio mentale, violenza e marginalità. Laureata in psicologia clinica, si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della salute mentale attraverso rubriche online e conferenze. Negli ultimi anni si è occupata anche di criminologia forense e sensibilizzazione sociale, collaborando con associazioni e iniziative dedicate alla prevenzione della violenza di genere e alla cultura della donazione. Guttadauro (come monsignor Giovanni Guttadauro, secondo vescovo di Caltanissetta) Origine del cognome. Guttadauro deriva da soprannomi originati dai termini “gutta auri” o “goccia d’oro” o da nome gratulatorio medioevale, appunto Guttadauro, che parrebbe avere origini spagnole. Diffusione geografica. Si tratta di un cognome raro, conosciuto soprattutto in Sicilia, nel Palermitano (Palermo, Mussomeli, Bagheria, Partinico, Santa Flavia, Borgetto, Carini, Termini Imerese, Cefalà Diana, Campofiorito Roccella, Montelepre, Isola delle Femmine, ecc.), nel Nisseno (Gela, Mazzarino, Niscemi, Caltanissetta, Santa Caterina Villarmosa, ecc.), nel Catanese (Ramacca, Catania, Mascalucia, Trecastagni, Pedara, ecc.), nel Trapanese (Marsala, Erice, Castelvetrano), ma anche nell’Agrigentino (Licata, Porto Empedocle), nell’Ennese (Enna, Villarosa, Agira), nel Ragusano (Acate, Ragusa), nel Messinese (Messina, Itala). Piccoli ceppi si trovano anche in altre regioni italiane, soprattutto in Lombardia, Toscana, Piemonte, Lazio, Liguria, ecc. Riferimenti storici e personaggi. Guttadauro è antica e nobile famiglia spagnola derivata da antichi baroni della terra di Guttadauro in Valenza: il capostipite, Egidio, sarebbe arrivato in Sicilia al seguito di re Martino 1° d’Aragona, nel 1380. La famiglia vanta molti titoli nobiliari; suoi esponenti ebbero sede e cariche prestigiose in Caltagirone, Mineo, Vizzini, Siracusa, Caltanissetta. Meritano speciale menzione: Bennardo Guttadauro da Racalmuto, detto della Favara (Favara 1580 – Palermo 1658), frate dell’Ordine della Stretta Osservanza di San Francesco, noto per la sua santità. Rocco Pirri nella sua “Sicilia sacra” scrive di Lui che “fu teologo, due volte provinciale in Sicilia, una volta in Calabria, visitatore apostolico delle province di Roma, Napoli, Sicilia; scrisse anche qualche operetta”. Giovanni Mons. Guttadauro (1811/1896), secondo vescovo di Caltanissetta, uomo dotto, filantropo e zelante per la chiesa. Partecipò al Concilio Vaticano nel 1870, fu rettore del seminario di Catania. Mons. Guttadauro contribuì alla formazione delle prime società di mutuo soccorso nel nisseno, in contrapposizione alle società operaie socialiste, e, dopo le vicende legate ai Fasci Siciliani, si fece promotore del cattolicesimo sociale di ispirazione leoniana (dal Papa Leone XIII), favorendo fino alla morte il radicamento del Movimento cattolico nisseno. Giuseppe Guttadauro (Palermo 4/8/1910 – 27/3/1978, importatore ed esportatore di agrumi, deputato all’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) nella II e III legislatura per il Partito Nazionale Monarchico. Già assessore al comune di Palermo; vicepresidente della Banca Popolare di Palermo; commissario di sconto del Banco di Sicilia. Agata Guttadauro (Bagheria 18/6/1938 – 15 maggio 2019), pianista, insegnante, produttrice culturale e scrittrice italiana. Ha dedicato la sua intera esistenza alla musica, al teatro d'avanguardia, alla produzione multimediale e alla scrittura, distinguendosi per un temperamento eclettico e una profonda spinta innovatrice. Diplomatasi in pianoforte al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo, si è trasferita in Calabria e lì ha insegnato Educazione musicale nelle scuole di Cosenza e Rende dal 1965 al 1986. Figura chiave nella documentazione video del teatro di ricerca italiano, ha collaborato strettamente con la compagnia dei “Magazzini Criminali” con cui ha prodotto documentari su beni culturali e natura, oltre a progetti pionieristici di didattica multimediale. Il prezioso archivio storico della società è stato salvato e tutelato dalla Fondazione Scialoja. In tarda età ha pubblicato la raccolta di racconti e memorie intitolata “Giorni di scirocco”.