Nei giorni scorsi, al Cardarelli, un infermiere è stato accoltellato da uno sconosciuto, mentre un anno fa al Monaldi, una dottoressa è stata aggredita con uno schiaffo per aver difeso un’infermiera che aveva chiesto ad una ragazza di abbassare l’audio del telefonino ed era stata vittima di pesanti offese. Due casi, questi, finiti alla ribalta della cronaca locale e nazionale. Ma non gli unici casi di aggressioni al personale medico e sanitario negli ospedali di Napoli. Le aggressioni contro medici, infermieri e operatori sanitari continuano a rappresentare una delle emergenze più preoccupanti della sanità italiana. Il Governo ha introdotto, di recente, nuove misure per cercare di arginare il fenomeno: pene più severe, arresto anche in flagranza differita in alcuni casi e maggiori tutele per il personale sanitario. Ma negli ospedali napoletani la situazione resta estremamente delicata, soprattutto nei pronto soccorso dove tensione, lunghe attese e sovraffollamento trasformano spesso le corsie in luoghi ad altissimo rischio. Secondo i dati diffusi negli ultimi mesi da sindacati e associazioni di categoria, le aggressioni in Campania continuano infatti a crescere...
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