Redazione

16 maggio 2026 09:02

Un assalto da film, in pieno giorno, nel cuore di Torre Angela. Con tanto di maschere in silicone sul volto per nascondere i connotati e un revolver calibro 38 carico in pugno. Obiettivo: l'orologio di lusso di un professionista, appena uscito dal proprio ufficio.Il colpo però è fallito grazie alla reazione della vittima e di alcuni colleghi. Un tentativo di rapina violento, che ha lasciato sul campo una scia di indizi, una caccia all'uomo tra le strade del quartiere e un ferito con trenta giorni di prognosi per una lussazione alla mano.L'assalto e la reazioneTutto è consumato nella tarda mattinata di ieri. La vittima è appena uscita dal posto di lavoro quando si ritrova davanti due uomini. Hanno i volti coperti da grottesche maschere di gomma. Uno dei due punta una pistola, l'altro si avventa sul braccio del professionista per strappargli il prezioso segnatempo dal polso. La reazione è immediata: la vittima non cede, i colleghi intervengono in suo aiuto. Nasce una colluttazione concitata che stravolge i piani dei banditi, costretti a desistere e a fuggire a piedi in direzioni opposte.La fuga e le tracce sull'asfaltoUna fuga disordinata e disperata. Braccato dalla vittima e dai passanti, uno dei rapinatori inizia a perdere pezzi lungo la strada: prima la maschera in silicone, poi la scarpa e infine l'arma, lasciata a terra nella corsa. Un revolver calibro 38 special, con sei cartucce inserite nel tamburo e pronto a sparare, risultato rubato circa nove anni fa. A bloccare il bandito, un ventiquattrenne romano già noto alle forze dell'ordine, ci pensano gli agenti in via delle Naiadi: l'uomo correva ormai con una calza sull'asfalto.Nel frattempo, la perquisizione scattata nella sua abitazione ha svelato il retroscena del piano: sul comodino i poliziotti hanno trovato il suo smartphone acceso, lasciato accortamente a casa nel tentativo di precostituirsi un alibi informatico. Per il ventiquattrenne il Tribunale di piazzale Clodio ha già convalidato l'arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere. Caccia aperta al complice.A gestire l'allarme e a bloccare il fuggitivo è stata la sala operativa della Questura, che ha coordinato l'intervento degli investigatori e delle pattuglie del VI Distretto Casilino. Determinante sul posto anche l'intervento di un poliziotto in pensione, che ha messo in sicurezza il revolver prima dell'arrivo dei colleghi, mentre i rilievi scientifici sulla maschera e sulla scarpa sono stati affidati alla Polizia Scientifica.