Redazione

15 maggio 2026 14:51

La consegna dei body

Ci sono vestiti che non servono solo a coprire, ma a proteggere, curare e raccontare una storia. Sono piccoli, tanto da stare nel palmo di una mano, i 200 body consegnati oggi al Policlinico di Sant’Orsola. Non si tratta di semplici indumenti, ma di dispositivi studiati nei minimi dettagli per i pazienti più fragili del reparto di Terapia Intensiva Neonatale (TIN): neonati prematuri che, alla nascita, possono pesare appena 500 o 600 grammi.Il mercato tradizionale raramente offre soluzioni per creature così minute. Per questo, il progetto "Vestire la fragilità" ha puntato tutto sulla personalizzazione. Realizzati in cotone naturale di alta qualità, i body presentano aperture laterali strategiche: "Avere indumenti della misura corretta è fondamentale per garantire stabilità termica e comfort", spiega Luigi Tommaso Corvaglia, direttore della Neonatologia. “Questi capi facilitano inoltre il lavoro quotidiano di medici e infermieri durante i monitoraggi, riducendo lo stress per il neonato”. Registrati alla sezione Dossier BolognaTodayChi c'è dietro il progettoL'iniziativa è il risultato di una sinergia virtuosa tra diverse realtà del territorio bolognese: l'Associazione Cucciolo ODV-ETS, da trent’anni punto di riferimento per le famiglie dei piccoli nati pretermine, Lavoropiù, azienda che ha sostenuto l'iniziativa, e la Cooperativa Sociale La Venenta, attraverso il laboratorio tessile Trame, i body sono stati confezionati da donne con alle spalle storie di fragilità e violenza.