il terremoto in comunePescara. L’assessore Pignoli si dimette «Certo di essere innocente»L’esponente di Forza Italia: «Aiutare gli altri non può essere reato, pronto a chiarire tutto»Erika GambinoPESCARA «Mi dimetto da assessore non perché io abbia commesso un reato, anzi, sono assolutamente certo di essere innocente e sono certo anche che avrò modo di chiarire tutto». Massimiliano Pignoli, un passato nell’Udc e un presente con la tessera di Forza Italia, consegna a mano la lettera delle sue dimissioni al sindaco Carlo Masci. Niente chiamate, niente messaggi: lettera a mano perché il suo telefonino da giovedì scorso è sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta riportata ieri dal Centro per un presunto voto di scambio che ci sarebbe stato tra lui e una sua elettrice. L’ormai ex assessore con deleghe a Protezione civile, Ascolto del Disagio sociale e Associazionismo sociale esce così dal Comune, ma non di sua spontanea volontà: a pesare c’è una inchiesta della Procura di Pescara, di nuovo piombata su Pignoli dopo quasi 10 anni. Era il 2016 quando iniziava la prima di una lunga serie di udienze per presunto voto di scambio (accaduto alle amministrative del 2014), finite poi con una piena assoluzione: Pignoli è di nuovo indagato per lo stesso reato. Corruzione elettorale. Una casa in cambio di un voto: è questa l’accusa che torna di nuovo sul suo conto. Ma adesso per l’esponente politico è il momento di uno stop, dettato anche da motivi di salute, scrive nella lettera. Pignoli affronterà la giustizia non rivestendo nessun incarico istituzionale: è la sua decisione per tutelare il Comune. «La mia priorità è affrontare questa vicenda con la massima serenità, senza influire minimamente sulla mia attività all'interno del Comune». PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE OPPURE IN EDICOLA Leggi anche Leggi anche