Questa mattina, sulla soglia della maggiore età, lì dove si forma il «da grande farò...», gli studenti di sei istituti superiori pugliesi, uno per provincia, prenderanno posto nell’Aula «Attilio Alto» del Politecnico di Bari, e illumineranno la giornata con le loro idee e i loro progetti dedicati al mondo della formazione e della sicurezza, nell’ambito dell’iniziativa dell’Inps intitolata «Art. 38: sulla via del welfare - Percorso Formazione Scuola e Lavoro». A parlare con questi ragazzi, ad ascoltarli e ad applaudirli e premiarli ci sarà niente meno che il «numero uno» dell’Inps, il presidente Gabriele Fava.
Presidente, «cosa» è questo progetto «Art. 38 sulla via del welfare»?
«“Art. 38” non è soltanto un progetto formativo. È un cambio di approccio. Per la prima volta dopo la riforma Dini del 1995 il sistema previdenziale italiano sceglie di parlare direttamente ai giovani e di considerarli parte centrale del futuro del Paese. Il richiamo all’articolo 38 della Costituzione non è casuale. Previdenza, tutela sociale e sicurezza sul lavoro non sono temi tecnici riservati agli specialisti, ma diritti costituzionali che riguardano la dignità delle persone e la possibilità di costruire il proprio futuro. Con Inail abbiamo scelto di entrare nelle scuole per creare consapevolezza. Spieghiamo ai ragazzi cosa significa lavorare in sicurezza, come si costruisce una posizione previdenziale e quale legame esiste tra formazione, lavoro e autonomia personale. Per troppo tempo il welfare è stato percepito come qualcosa di distante. Noi vogliamo restituirgli un volto umano e comprensibile alle nuove generazioni».








