A Pompei una nuova tecnologia restituisce l’identità di una vittima del 79 d.C.: era un medico colto dalla nube piroclastica mentre fuggiva con i suoi strumenti. Una storia di vita interrotta che riempie le pagine del passato

A oltre sessant’anni dallo scavo dell’Orto dei Fuggiaschi, Pompei svela uno dei suoi segreti più intimi: una delle vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. è quasi certamente un medico. La scoperta restituisce un volto, un mestiere e un dramma che oggi tornano vivi grazie alle nuove tecnologie.

Nel 1961 Amedeo Maiuri riporta alla luce i calchi di quattordici persone, sorprese dalla nube piroclastica mentre tentano di fuggire lungo l’antico percorso di Porta Nocera. Oggi, da un dettaglio nascosto nel gesso, emerge una storia di vita e professione bruscamente interrotta.

POMPEI, RIEMERGE LA VERITÀ, UNA VITTIMA ERA UN MEDICO

La svolta arriva dallo studio di un piccolo astuccio nascosto all’interno del calco in gesso. Per decenni il contenitore resta invisibile, custodito nei depositi archeologici del Parco di Pompei. Solo le analisi moderne ne rivelano il vero valore.