Caro carburanti, continua la salita: gasolio sopra i 2 euro e verde in aumento in tutta Italia
Carburanti sempre più cari in Italia, spinti dall’impennata del petrolio sui mercati internazionali: la nuova fase di tensione legata alla guerra con l’Iran riaccende i rincari alla pompa, con benzina e diesel in aumento su tutto il territorio nazionale.
Brent si avvicina a 120 dollari al barile
Il prezzi del petrolio sono aumentati lunedì, all'inizio della quinta settimana di contrattazioni dall'inizio del conflitto. Il prezzo di un barile (159 litri) di greggio Brent del Mare del Nord con consegna a maggio è salito fino al 4% durante la notte, raggiungendo quasi i 117 dollari. Questo ha riportato il prezzo del petrolio vicino al massimo intermedio di 119,50 dollari raggiunto tre settimane fa. Nelle prime ore del mattino, il prezzo si attestava a 115,55 dollari, il 2,7% in più rispetto alla fine della scorsa settimana. Il Brent è aumentato di quasi il 60% dall'inizio della guerra con l'Iran. Anche i prezzi di altri tipi di greggio sono aumentati vertiginosamente dall'attacco israeliano e statunitense all'Iran.
Un barile di greggio Wti statunitense costava poco più di 100 dollari lunedì mattina, oltre il 50% in più rispetto al prezzo precedente all'inizio della guerra con l'Iran. L'impennata dei prezzi sta avendo conseguenze sulle economie e sui consumatori di tutto il mondo, con i costi del carburante tra quelli che hanno subito un'impennata. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, dopo i rialzi dei prezzi consigliati dei giorni scorsi, si vanno riassorbendo gli “scontoni” Eni: i prezzi del Cane a sei zampe, dopo essere stati per un paio di settimane circa 10 centesimi al di sotto della concorrenza, risultano questa mattina in media tra i due e i tre centesimi più bassi delle altre compagnie verticalmente integrate. IP e Q8 hanno aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati del gasolio. Per Tamoil registriamo un rialzo di due centesimi sulla benzina e di cinque sul diesel.







