L'epertura della gonna Francesca Tocca all’Eurovision Song Contest 2026, è già diventato un momento iconico: pochi secondi, un gesto teatrale, e il bianco dell’abito da sposa si trasforma in un colpo d’occhio netto, quasi cinematografico, in cui appare il tricolore. Non un vezzo scenografico fine a sé stesso, ma la traduzione visiva di un immaginario costruito attorno a Per sempre sì, il brano con cui Sal Da Vinci ha rappresentato l’Italia a Vienna. Sul palco della Wiener Stadthalle, durante la settimana dell’Eurovision, il vestito indossato dalla ballerina è riuscito in qualcosa che accade raramente: imporsi come parte integrante della narrazione, non come accessorio.

Dietro quell’immagine c’è il lavoro di Barbara Pedrazzoli, fondatrice del brand bridal Love is Love, realtà che si definisce 100% Made in Italy e che oggi conta 2 atelier in Italia, a Bolzano e Roma. Pedrazzoli non arriva dal percorso più scontato per una stilista: sul sito ufficiale del marchio viene presentata come imprenditrice con un lungo passato da avvocato civilista, mentre altre ricostruzioni pubblicate in questi giorni raccontano proprio la sua transizione professionale verso il mondo bridal. È un dettaglio che aiuta a capire la natura del progetto: non solo gusto estetico, ma anche disciplina, precisione, capacità organizzativa. Tutte qualità indispensabili quando bisogna costruire un abito che non deve semplicemente vestire bene, ma deve funzionare sotto pressione, davanti alle telecamere, durante una coreografia, senza margine d’errore.