Su richiesta congiunta della procura distrettuale di Catania e della Dia, la sezione Misure di prevenzione del tribunale di Catania ha disposto la confisca di beni nei confronti di Salvatore Giuliano, attualmente detenuto, ritenuto dagli investigatori uno dei principali esponenti dell'omonimo clan operante nel territorio di Pachino e Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano, storicamente collegato al clan catanese dei Cappello. Il provvedimento vale circa tre milioni di euro.
Secondo le inchieste, Salvatore Giuliano avrebbe iniziato la propria carriera criminale fin da giovanissimo, scalando progressivamente i vertici dell'organizzazione mafiosa fino a diventarne il capo indiscusso. La sua figura viene descritta come caratterizzata da una «spiccata caratura criminale» e da una «indiscussa pericolosità sociale», maturata attraverso numerosi reati commessi nel corso degli anni, tra cui associazione mafiosa, estorsioni e delitti contro il patrimonio.
Determinante, per il quadro indiziario richiesto dalla normativa in materia di misure di prevenzione, è stata anche l'operazione "Araba fenice", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha documentato i legami tra il clan Giuliano e i vertici del clan Cappello di Catania. Proprio nell'ambito di quell'inchiesta, Giuliano era stato condannato dal tribunale di Siracusa, a gennaio 2022, a 24 anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione.






