«La neonata aveva un mese di vita ed è morta per ipotermia. Quando è giunta al Poliambulatorio, il medico rianimatore ha fatto tutte le manovre necessarie che però non sono servite a nulla». A confermare l'ultima tragedia del Mediterraneo è il dottore Francesco D'Arca, responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa.
Segni di violenza
La piccola ha viaggiato con altri 55 migranti, sbarcati prima dell'alba di oggi dopo essere stati soccorsi alle 4.30 da una motovedetta della Guardia di finanza. Sette sono donne, venti minori non accompagnati e vengono da Camerun, Costa d'Avorio, Gambia, Guinea, Mali, Nigeria e Sierra Leone. Su alcuni di loro - almeno quattro secondo le prime testimonianza di chi li ha visitati nel triage sanitario che si effettua direttamente sul molo Favaloro - ci sono segni di violenza su braccia e dorso. «Donne e uomini avevano segni di violenza subite prima del viaggio», conferma D'Arca. A chi ha ascoltato il loro racconto hanno detto di essere salpati da Sfax-El Amra in Tunisia alle 2 circa di ieri. Il viaggio, su un barchino di metallo di sette metri, è costato dalle 400 alle 600 euro a persona.
La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta dopo la morte della neonata che è arrivata a Lampedusa insieme alla madre e alla sorellina. È stata disposta l'ispezione cadaverica che dovrà confermare l'ipotermia come causa del decesso. La madre sarà sentita per ricostruire i dettagli della traversata e come e quando la bimba ha iniziato a stare male. Al momento ha soltanto riferito che entrambe sono originarie della Costa d'Avorio.










