HomeBolognaCultura e spettacoli"Olympia, le nuove opere stanno tornando"Il compositore Campogrande racconta lo spettacolo in prima assoluta al Comunale Nouveau. Il nostro backstageIl compositore Campogrande racconta lo spettacolo ieri sera in prima assoluta al Comunale Nouveau. Il nostro backstageRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna, 16 maggio 2026 – Era molto atteso il debutto di ieri sera al Comunale Nouveau (con repliche domani e 19 maggio) dell’Olympia, l’opera nuovissima che il Teatro Comunale di Bologna ha commissionato al suo compositore ‘in residence’ Nicola Campogrande, su libretto di Piero Bodrato. La direzione musicale era affidata a Riccardo Frizza, la regia a Tommaso Franchin. La prima rappresentazione assoluta di un’opera (sul nostro sito oggi trovate anche il video del backstage) è da sempre un evento, tanto più in questo nostro secolo, quando tanti si domandano se il genere operistico sia ormai cosa morta.
"Oggi si scrivono poche opere – ci dice Campogrande – innanzitutto perché in conservatorio non si insegna più come farlo; e questo è conseguenza della rottura rispetto alla tradizione musicale che le ormai vecchie avanguardie avevano propugnato: così come è stato vietato a intere generazioni di compositori di avere rapporti con quanto di buono ci era pervenuto dal passato, a cominciare dalle forme musicali tramandateci (si badi, non per scimmiottarle, ma per evolvere partendo da esse). Allo stesso modo – e soprattutto in Italia, che pur ne era stata la patria culturale d’origine – dopo Puccini si è assistito a una sorta di condanna del vecchio melodramma, interrompendo così quello che per tre secoli era stato il mestiere dell’operista". Una foto di rito nel foyer: fra gli altri, Pierangelo Conte e Marco Checchi








