Un’aula gremita, lunghi applausi e il filo della memoria intrecciato alla responsabilità di custodire un’eredità culturale che appartiene ormai all’Europa. L’Unical ha ricordato ieri il professor Nuccio Ordine con una giornata intensa e partecipata promossa dal Rotary Club Rende – Distretto 2102, culminata nella presentazione delle borse di studio intitolate al grande umanista originario di Diamante scomparso nel 2023.Nell’aula Caldora si sono ritrovati accademici, studenti, amministratori, amici e rappresentanti del mondo culturale per rendere omaggio a uno degli intellettuali italiani più tradotti e apprezzati nel mondo, autore de “L’utilità dell’inutile” e studioso di riferimento del pensiero rinascimentale. Ad aprire i lavori il presidente del Rotary Club Rende Sergio Mazzuca, seguito dagli interventi istituzionali del sindaco di Rende Sandro Principe e del rettore dell’Unical Gianluigi Greco. Subito dopo la proiezione del docufilm “Nuccio Ordine. L’utilità dell’inutile”, diretto da Angelica Artemisia Pedatella, che ha restituito il profilo umano e intellettuale del docente calabrese attraverso immagini, testimonianze e riflessioni sul valore della cultura.Tra gli interventi più incisivi quello del sindaco Sandro Principe, che ha definito Ordine «un ambasciatore della migliore Calabria». Il primo cittadino ha ricordato il prestigio internazionale conquistato dal docente dell’Unical grazie ai suoi studi su Giordano Bruno, Campanella e Telesio, sottolineando come abbia insegnato e tenuto lezioni nelle più importanti università del mondo, da Harvard alla Sorbona. «Di questa terra si sottolineano sempre le negatività e mai le tante positività che esistono», ha affermato Principe, lanciando anche una critica al modo in cui spesso la Calabria viene raccontata dai media nazionali. «Ricordiamo un gigante nella sua università», ha aggiunto, annunciando inoltre la volontà dell’amministrazione comunale di intitolare a Nuccio Ordine la biblioteca civica di Rende. Il rettore Gianluigi Greco ha invece legato la figura del grande saggista al tema dell’emigrazione giovanile e della necessità di costruire opportunità culturali nel Mezzogiorno. «Il diritto di restare si crea costruendo cultura», ha dichiarato, richiamando i dati europei che indicano la Calabria come una delle regioni più colpite dalla fuga dei giovani. Greco ha ricordato la straordinaria capacità di Ordine di parlare dei classici «con amore», riuscendo a trasmettere agli studenti il bisogno di confrontarsi con il pensiero umanistico anche in un tempo dominato dall’accelerazione tecnologica. «Questa università è il simbolo di questa visione», ha concluso il rettore.Profondamente commossa la testimonianza di Rosalia Broccolo, compagna di Nuccio Ordine, che ha ringraziato l’Università della Calabria e il Rotary Club Rende per aver voluto una giornata “magnifica” nel segno del ricordo e della continuità culturale. «Essere qui nell’aula Caldora è una grande emozione», ha detto. «Questo luogo ha visto Nuccio dedicare la sua vita a ciò che amava di più: l’insegnamento, il dialogo costante con i giovani e la difesa del sapere disinteressato».Molto apprezzato anche l’intervento di Ernesto Magorno, presidente dell’associazione “L’Oro di Calabria”, che ha evocato il rapporto speciale tra Ordine e la sua città natale, Diamante. «Per Nuccio, Diamante era Itaca», ha affermato richiamando il viaggio di Ulisse come metafora della conoscenza e della ricerca. Magorno ha poi ricordato una delle convinzioni più profonde del professore: «La cultura non serve solo a sapere di più, ma anche a diventare migliori». Un messaggio che, secondo l’ex parlamentare, continua oggi a vivere nei tanti giovani formati dal docente calabrese. Di grande spessore culturale e umano l’intervento di Gilles Pécout, presidente della Bibliothèque Nationale de France ed ex rettore della Sorbona. Lo storico francese ha tratteggiato un ritratto personale di Ordine, ricordandone la generosità intellettuale, la passione per il dialogo e la capacità di creare legami autentici. «Nuccio era veramente l’amico che ciascuno avrebbe voluto avere», ha detto Pécout, parlando delle interminabili conversazioni con lo studioso calabrese tra Parigi, Milano e il Mediterraneo. «I suoi discorsi non erano rivolti a un padrone, ma ai suoi amici e ai suoi discepoli».Nel corso della mattinata sono state inoltre presentate le borse di studio “Nuccio Ordine”, illustrate da Angelo Gallo del Rotary Club Rende.
Omaggio a Nuccio Ordine all'Unical. La cultura in difesa del futuro
Presentate le borse di studio intitolate al grande umanista cosentino scomparso nel 2023. Il rettore Greco: sostenere i giovani studiosi affinché abbiano opportunità nella loro terra







