Lo dichiara subito Francesca Cappelletti, studiosa sopraffina che si fregia del dono della chiarezza, scrivere una biografia di Michelangelo Merisi detto Caravaggio è impresa impossibile. Prima di tutto bisogna spazzare il campo di tutte le sovrastrutture mitologiche, che nei secoli hanno ammantato il primo artista con il Dna della rockstar, dark e maledetto quanto serve per essere moderno negli occhi del Novecento.
Allora la direttrice della Galleria Borghese, che nasce con grandi risultati topino di biblioteca tanto da arrivare fino alla scoperta di una tela del grande lombardo, si affida ai documenti. Ora tutto sommato la litigiosità di Caravaggio è una gran fortuna per gli storici dell'arte perchè le tante occasioni in cui compare in tribunale, per risse o oltraggi a colleghi e conoscenti, sono anche altrettante occasioni di avere dettagli sulla sua vita movimentata. E allora Cappelletti - che è tra i massimi esperti dell'artista ed è stata tra i curatori della monumentale mostra di Palazzo Barberini in occasione del Giubileo - sceglie la via di attraversare il tratto della sua esistenza scandito da dieci opere, dieci capolavori che danno vita ad altrettanti capitoli. Si parla quindi de Il Bacchino malato, Buona Ventura, Giuditta e Oloferne, Il martirio e La vocazione di San Matteo, ovvero la Cappella Contarelli, La conversione di Saulo, Amor vincitore, Cattura di Cristo, Cena in Emmaus, Sette opere di misericordia e il Martirio di Sant'Orsola.






