Cinque bandiere verdi per il Friuli-Venezia Giulia, quattro per il Trentino-Alto Adige, tre per Piemonte e Lombardia, due per Valle d’Aosta e Veneto. In totale sono 19 i vessilli assegnati da Legambiente all’arco alpino. Si tratta di riconoscimenti ai territori montani «in cui le comunità generano valore puntando su sostenibilità e relazioni»: un po’ come le Bandiere Blu vengono attribuite alle spiagge più virtuose. È questo il comun denominatore che caratterizza le realtà premiate oggi a Rovereto da Legambiente nel corso del X Summit nazionale delle Bandiere Verdi. Realtà impegnate nella cura dei beni comuni, nella rigenerazione dei territori, nel puntare su economie locali, turismo dolce, cercando anche una risposta al problema della crisi climatica e dello spopolamento abitativo in quota. Entrando nello specifico, sono cinque le categorie scelte quest’anno per l’assegnazione del distintivo green: “Comunità e rigenerazione dei territori”, “Conoscenza e ricerca”, “Cura dell’acqua e degli ecosistemi”, “Economie e filiere locali”, “turismo e abitare”. Dal collettivo Robida che, in Friuli-Venezia Giulia, ha saputo trasformare il villaggio di Topolò-Grimacco (UD) in un laboratorio permanente di rigenerazione montana con tutta una serie di attività, al Comitato Dora Baltea Viva che, in Piemonte, tutela il fiume come bene comune attraverso processi partecipativi. Dalla cooperativa sociale iLvb-I Love Val Brembana che, in provincia di Bergamo, unisce inclusione lavorativa e sviluppo locale promuovendo l’inserimento lavorativo di persone con fragilità, al Sentiero delle Dolomiti in miniatura e il Centro Orti Rupestri promosso dal comune San Tomaso Agordino (BL) a quello di Chiuro (SO) impegnato nel proteggere la stagione degli amori dei cervi riducendo il disturbo umano.
Alpi responsabili, assegnate le Bandiere Verdi di Legambiente
Premiate oggi a Rovereto le realtà montane più virtuose nel campo della sostenibilità e delle relazioni. In totale 19 vessilli “green” dal Friuli al Piemonte. …











