Oggi Ruggero I di Sicilia ne sarebbe felice e orgoglioso. Era stato lui, che capeggiava le truppe normanne nella missione militare volta a scacciare gli arabi dall’isola, a proclamare Troina prima capitale della Contea di Sicilia. Donando alla popolazione cristiana di questo paese in provincia di Enna, che lo aveva accolto come un eroe, un bosco di migliaia di ettari in cui prosperavano faggi e cerri, e la selvaggina era presente in abbondanza. Nella seconda metà del secolo scorso però, soprattutto dagli Anni Ottanta in poi, la criminalità organizzata si era impossessata del Bosco di Troina trasformandolo nel teatro delle sue attività. E così questa foresta nel Parco dei Nebrodi era diventata la base del crimine locale.

Poi il sindaco Sebastiano Venezia ha deciso di dire basta. E la sua azione congiunta con quella delle le forze dell’ordine e dei giovani del posto ha cambiato le sorti del Bosco. Sebastiano Venezia vive sotto scorta ma non si è mai pentito della propria scelta coraggiosa. Il metodo impiegato dal primo cittadino è stato quello di realizzare in questa area verde progetti di riqualificazione ambientale. In particolare la risistemazione della rete sentieristica. Un pezzo alla volta, avanzando come le truppe di Ruggero I fecero contro l’invasore venuto da lontano. Il nemico attuale di Troina è più vicino, vive e si alimenta al suo interno. Ma non può più contare su una foresta abbandonata e solitaria per dare vita ai propri affari.