“Fan***o a ‘sto Paese, che non fa un ca**o per me ma riceve. Che mi chiede pure il sangue, non dà né aiuti né tutele, però i soldi se li prende uguali alla fine del mese”. È iniziato con una lunga intro il concerto di Emis Killa di ieri, venerdì 15 maggio, al Fabrique di Milano. Dopo aver invitato “il pubblico in sala ad alzare il dito medio, bene in alto, dalla prima all’ultima fila, per apprezzare al meglio quanto segue”, una voce preregistrata del rapper di Vimercate, sulle note del “Notturno in Do minore, No.21” di Chopin (in stile Lazza con “Ouver2re”), ha mandato “a quel paese” tante questioni che non gli vanno a genio.

“Fan***o a me, fan***o a te, già, fan***o a tutti voi. Fan***o al mio ex discografico, a questi che fanno le reaction su YouTube in cameretta chiusi. Dite grazie per le views e poi fan***o, per me sarete sempre degli intrusi. Fan***o a chi non conosce manco una rima, ma mi ferma mentre sono al parco con la bambina e dice ‘Fai un video per mia cugina?’. Vorrei dirgli, fan***o tu e fan***o tua cugina – ha proseguito Emis Killa, sempre in monologo –. Fan***o a quelli che non credono a niente, a quelli che credono a tutto, se leggono stro****e sui giornali manco si pongono dubbi. Quindi ok, fan***o loro, ma fan***o i giornali soprattutto. Fan***o al politicamente corretto, che non ha costruito niente di bello, ma in compenso ha distrutto l’arte, l’ironia. E se l’ironia è un’arte, fan***o a chi non coglie la mia”.