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I corpi di quattro dei cinque italiani morti alle Maldive mentre stavano facendo un’immersione subacquea non sono stati ancora recuperati. Venerdì le operazioni di ricerca portate avanti dalla Guardia costiera locale sono state sospese per le cattive condizioni meteorologiche, con venti forti e pioggia che hanno alimentato le correnti e reso molto complicata l’immersione dei soccorritori. Dovrebbero riprendere sabato, ha fatto sapere Damiano Francovigh, l’ambasciatore italiano in Sri Lanka responsabile anche dell’area delle Maldive, che è arrivato nella capitale Malé per seguire gli sviluppi.
La zona dell’incidente è l’isola di Alimathà, nell’atollo (cioè un complesso di isole coralline) di Vaavu, a circa un’ora di distanza da Malé: è un posto molto popolare per le immersioni subacquee per via della sua ricca fauna marina. La grotta che i sommozzatori stanno esplorando per le ricerche si trova a 60 metri di profondità: l’unico corpo recuperato finora, quello dell’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti, è stato trovato in quella zona. Poi è stato portato a Malé.
Non si sa ancora cosa abbia causato la morte dei cinque, né cosa sia andato storto durante l’immersione. L’unico elemento certo al momento è che la bombola di Benedetti è stata trovata vuota: tra le ipotesi fatte finora c’è anche quella che i cinque abbiano finito l’ossigeno dopo essere rimasti bloccati nella grotta, per il maltempo o per altri motivi. Al momento non ci sono elementi per dirlo.










