L’intelligence svizzera ha annunciato che aprirà finalmente i dossier rimasti segreti per decenni su Josef Mengele, il criminale di guerra nazista, senza però indicare una data precisa per la pubblicazione. Mengele fuggì dall’Europa dopo la Seconda guerra mondiale, ma per anni sono circolate voci secondo cui avrebbe trascorso del tempo in Svizzera, nonostante fosse ricercato a livello internazionale. Gli storici hanno chiesto ripetutamente l’accesso ai documenti, ma fino a oggi le autorità svizzere avevano sempre rifiutato. Mengele era un medico delle Waffen-SS tedesche. Fu assegnato al campo di sterminio di Auschwitz, nella Polonia occupata dai nazisti, dove selezionava i deportati destinati alle camere a gas: si stima che nel campo morirono circa 1,1 milioni di persone, tra cui un milione di ebrei.
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Conosciuto come “l’Angelo della Morte”, sceglieva inoltre prigionieri, soprattutto bambini e gemelli, per sadici esperimenti medici, prima di mandarli a morire. Dopo la guerra, Mengele, come molti alti ufficiali nazisti, cambiò rapidamente uniforme e identità. Grazie a documenti falsi, riuscì a ottenere lasciapassare della Croce Rossa presso il consolato svizzero di Genova e li utilizzò per fuggire in Sud America.








