I prezzi dei carburanti seguono il petrolio quando sale e lo ignorano quando scende: la regola è stata rispettata anche in questa crisi. Perché le quotazioni alla pompa dipendono anche da altri fattori, come accise e numero di stazioni concorrenti vicine.
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La regola non scritta, ma ben conosciuta
C’è una regola non scritta che chiunque abbia mai guidato un veicolo conosce, anche senza saperla formulare: quando il greggio sale, se ne accorgono tutti; quando scende, si aspetta. Non è una percezione soggettiva: è un fenomeno documentato scientificamente che ha un nome preciso nella letteratura economica. I dati italiani del primo trimestre 2026 che esaminiamo qui sotto lo confermano.
Gli economisti degli anni Novanta hanno battezzato questo squilibrio con un’espressione particolarmente efficace: “rockets and feathers” – razzi e piume. L’idea è semplice: quando il prezzo della materia prima aumenta, quello al consumo decolla come un razzo; quando invece il prezzo di quella materia prima si riduce, la discesa avviene con la lentezza placida di una piuma che cade. O non avviene affatto.






