Un attacco hacker allo stabilimento nel Wisconsin del colosso dei chip di Foxconn avrebbe fruttato ai pirati informatici 8 TB di dati interni che riguarderebbero anche progetti con Amd, Google e Intel, mentre non risulterebbero file riconducibili ad Apple, storico cliente dell'azienda taiwanese. Nelle scorse settimane lo stesso complesso era stato paralizzato da un blackout dovuto a un attacco informatico

Il colosso dei chip Foxconn, noto soprattutto per essere fornitore di Apple, ha confermato le indiscrezioni di stampa: il suo stabilimento di Mount Pleasant, nel Wisconsin, è stato bucato dagli hacker.

COSA SAPPIAMO SULL’ATTACCO A FOXCONN

Stando a quanto affermato dal gruppo ransomware Nitrogen il bottino sarebbe pari a 8 TB di dati, ovvero oltre 11 milioni di file. “Tra questi figurano file come istruzioni riservate, progetti e disegni di Intel, Apple, Google, Dell, Nvidia e molti altri progetti”, si legge nelle rivendicazioni riprese dal sito AppleInsider (essendo fornitore di Apple, la vicenda è comprensibilmente seguita da quel mondo).

COS’HANNO IN MANO GLI HACKER