Gli ultimi tagli annunciati da Porsche ipotecano il futuro di circa 50 dipendenti all'interno di Cellforce, all'incirca 360 lavoratori di Porsche eBike Performance tra Ottobrunn e Zagabria e circa 90 unità tra Germania e Croazia per Cetitec
Prende corpo e anzi continua ad aumentare il proprio perimetro il piano “lacrime e sangue” di Porsche finalizzato a riportare i bilanci in carreggiata.
Nel febbraio 2025 la scuderia di auto sportive tedesche aveva annunciato la necessità di ridurre di circa 1.900 unità i posti di lavoro entro il 2029, concentrandosi principalmente sugli stabilimenti di Stoccarda-Zuffenhausen e Weissach, in Germania.
Una ulteriore estensione rispetto al progetto emergenziale deciso dall’ex amministratore delegato Oliver Blume (la crisi lo ha costretto a occuparsi solo del Gruppo Vw, lasciando il volante di Porsche a Michael Leiters) del 2024 che prevedeva la non estensione dei contratti a termine per 1.500 dipendenti, con ulteriori 500 contratti in scadenza.
Il recente peggioramento dei conti ha fatto il resto e adesso Porsche non risparmia neppure più le divisioni un tempo considerate cruciali nello storytelling della ‘nuova mobilità’ operanti nel ramo software e nel settore della mobilità sostenibile, a conferma dell’inchiodata di Stoccarda in tali ambiti per concentrarsi su ciò che ha sempre fatto con profitto: auto sportive dal motore endotermico.








