Grace Davie, professoressa emerita di Sociologia della religione all’Università di Exeter, interverrà al festival “èStoria” con un incontro su Islam ed Europa. L’appuntamento è sabato 30 maggio 2026, dalle 16.30 alle 17.30, a Gorizia, alla Tenda Erodoto.
Cogliere l’essenza della religione nell’Europa moderna non è una impresa semplice. Accadono più cose contemporaneamente e le differenze all’interno del continente sono notevoli. I dettagli contano, mentre cerchiamo di comprendere non solo le tendenze di lungo periodo, ma anche quelle che appaiono come contraddizioni: proprio mentre le forme storiche della religione arretrano, emergono movimenti nuovi e inattesi, alcuni positivi, altri meno.
Intorno alla svolta del millennio, descrissi ciò che osservavo ricorrendo all’immagine degli “strati”. Ne individuavo cinque. Il primo è il ruolo persistente del cristianesimo nel plasmare la cultura europea: si pensi, per esempio, all’importanza del pensiero cristiano nel modo in cui intendiamo il tempo — settimane, fine settimana, stagioni e festività — e lo spazio — edifici, patrimonio culturale e profili urbani. Il secondo è la consapevolezza che le Chiese storiche continuano ad avere un posto nella vita di un numero significativo di europei, ma non sono più in grado di influenzare, e tantomeno disciplinare, le credenze e i comportamenti della maggioranza della popolazione.







