MANIAGO - Un colpo rapido, silenzioso e studiato nei dettagli, messo a segno nel pieno centro cittadino senza che nessuno si accorgesse di nulla e neutralizzando l’allarme. Sono state avviate le indagini sul furto avvenuto, nella notte tra mercoledì e giovedì, ai danni di un Compro oro di Maniago, preso di mira attorno a mezzanotte e mezza da una banda che, secondo i primi riscontri, potrebbe essere la stessa entrata in azione un’ora più tardi a San Vito al Tagliamento. Gli investigatori stanno, infatti, lavorando sulle analogie emerse tra i due episodi: identico sarebbe il numero delle persone coinvolte così come il tipo di vettura utilizzata per raggiungere e lasciare il luogo del colpo. Un’Audi di colore nero. Elementi che rafforzano l’ipotesi di una banda specializzata nei furti ai danni di attività commerciali legate al commercio di preziosi.

LE TELECAMERE Determinante per le indagini si sta rivelando il sistema di videosorveglianza cittadino. Il comandante della polizia locale Cellina Meduna, Luigino Cancian, ha consegnato ai carabinieri tutte le immagini registrate dalle telecamere comunali. Nei filmati si vedrebbe transitare l’auto sospetta in numerosi punti della città, sia prima sia dopo il colpo. Oltre alle tradizionali telecamere di sorveglianza, gli investigatori possono contare anche sui dispositivi di lettura targhe che hanno consentito di ricostruire il tragitto seguito dal veicolo durante le fasi preparatorie e nella successiva fuga, avvenuta con ogni probabilità in direzione di San Vito al Tagliamento. IL COLPO Il negozio colpito si trova in via Fabio da Maniago, lungo la strada principale che conduce a piazza Italia, a poco più di 150 metri dal municipio e dalla centrale operativa della polizia locale, che però durante la notte non è presidiata. Anche la caserma dei carabinieri si trova a brevissima distanza, raggiungibile in un paio di minuti d’auto. Nonostante questo, i ladri sono riusciti ad agire indisturbati e sprezzanti del rischio di essere intercettati. «Non ci siamo accorti di nulla – hanno spiegato dalla società che gestisce il servizio di Compro oro –. Solo al mattino successivo, aprendo il negozio, abbiamo visto che la porta era stata forzata. Siccome era stata semplicemente riaccostata, dall’esterno nessuno poteva notare qualcosa di anomalo». NESSUN TESTIMONE Anche residenti e commercianti della zona raccontano di non aver sentito alcun rumore sospetto. «Se non avessimo visto le auto dei carabinieri durante i rilievi, la mattina successiva, probabilmente non l’avremmo nemmeno saputo – raccontano alcuni residenti che abitano sopra i negozi –. Eravamo ancora svegli all’ora del colpo, ma non abbiamo sentito nulla di strano». Tra gli esercenti del centro cresce invece la preoccupazione. «Ormai non si può stare tranquilli nemmeno qui – commenta il titolare di un’attività vicina –. Per fortuna cercavano oro, probabilmente da fondere e rivendere. Ma se sono riusciti a forzare la porta del compro oro senza che nessuno se ne accorgesse, avrebbero potuto entrare allo stesso modo anche nella farmacia o negli altri negozi della zona». Il bottino, secondo quanto emerso, sarebbe comunque piuttosto contenuto e ammonterebbe a circa 5mila euro. Per ragioni di sicurezza, infatti, il materiale prezioso acquistato dai clienti viene sistematicamente trasferito e custodito in un luogo protetto e riservato. Nel locale sarebbe quindi rimasto soltanto l’oro relativo alle più recenti contrattazioni del tardo pomeriggio di mercoledì. I carabinieri stanno ora verificando eventuali collegamenti con altri episodi analoghi avvenuti nelle ultime settimane in Friuli Occidentale, mentre le immagini delle telecamere potrebbero fornire elementi decisivi per identificare il gruppo responsabile del furto