Ancora una settimana di Manchester City, poi un’altra per definire il proprio futuro. Sono giorni intensi per Bernardo Silva, tra la fine della sua lunga avventura in Premier e l’inizio di una nuova storia. Che la Juve spera possa tingersi di bianconero. Già, perché il portoghese è in questo momento l’obiettivo principale in vista della prossima stagione, per talento e leadership ha tutto ciò che chiede Luciano Spalletti ai giocatori che dovranno trasformare una squadra che ancora non è in Champions in una credibile pretendente per lo scudetto. Nella speranza che gli argomenti fin qui utilizzati possano bastare per convincere Bernardo Silva ad accettare il progetto della Juve, pur essendo corteggiato letteralmente in tutto il mondo. Un po’ alla volta la margherita sfogliata da Jorge Mendes sta perdendo petali - troppo presto a 31 anni per un salto negli Usa o in Arabia, scartata anche l’ipotesi di un ritorno al Benfica -, il super agente portoghese ha in agenda ancora un incontro con Damien Comolli oltre che con i grandi capi di Barcellona, Psg e Bayern Monaco.
La richiesta di Spalletti «Mi piacerebbe tornare al Benfica, ma in un altro momento e non adesso. Poi non so se mi rivorranno ancora. In ogni caso voglio decidere quale sarà il mio prossimo club prima dei Mondiali, vorrei arrivare in Portogallo avendo già definito il mio futuro», le dichiarazioni di Bernardo Silva che ieri hanno fatto il giro del mondo. Fuori una, insomma. La Juve resiste. Pur sapendo che se in quest’ultima settimana il portoghese con il City si giocherà prima la finale di Fa Cup (oggi alle 16 contro il Chelsea) e poi le speranza di sorpasso sull’Arsenal in Premier, sono in realtà i bianconeri a giocarsi tutto. Fondamentale infatti la partecipazione alla prossima Champions League per battere la concorrenza nella corsa a Bernardo Silva, che nel frattempo ha lasciato la porta aperta a un progetto come quello targato Spalletti che lo vedrebbe leader indiscusso, al fianco di Kenan Yildiz, della Juve che verrà: «Ci serve un calciatore in grado di creare o consolidare un vantaggio. Che sia seconda punta, trequartista, centrocampista offensivo, calciatore di qualità, dell’angusto. Chiamiamolo come ci pare, però ci serve quel giocatore lì», nello sfogo post-Lecce del tecnico bianconero sembra esserci la definizione perfetta di chi è Bernardo Silva. E la Juve per accontentare Spalletti ha messo sul piatto forse qualcosa in più di quanto previsto dai propri parametri auto-imposti: triennale da otto milioni più bonus a stagione con un ricco premio alla firma, offerta valida anche senza Champions ma inevitabilmente molto meno affascinante dal punto di vista del giocatore. Che presto prenderà una decisione assieme a Mendes, non prima di un nuovo (ultimo?) faccia a faccia con Comolli.









