Il Regno Unito ha annunciato il dispiegamento di Usv nello Stretto di Hormuz nell’ambito di una missione multinazionale a guida britannico-francese. Ma solo nel caso di raggiungimento di un cessate il fuoco tra Usa e Iran
Il Regno Unito punta sui droni navali per rafforzare la sicurezza nello Stretto di Hormuz. Il segretario alla Difesa britannico John Healey ha infatti annunciato che Londra metterà a disposizione i suoi Unmanned Surface Vessels (Usv) per contribuire alla protezione del traffico marittimo nell’area, a condizione che venga raggiunto un cessate il fuoco stabile in Medio Oriente.
L’annuncio è arrivato durante una riunione dei ministri della Difesa ospitata a Londra e guidata proprio da Healey, in un momento particolarmente delicato sia sul piano internazionale sia su quello politico interno britannico. La missione multinazionale, guidata congiuntamente da Regno Unito e Francia, avrebbe il compito di rassicurare il traffico commerciale internazionale e garantire la sicurezza di una delle rotte energetiche più strategiche al mondo.
Le nuove piattaforme senza equipaggio si aggiungerebbero ai sistemi autonomi britannici per la caccia alle mine già disponibili nell’area e al dispiegamento avanzato del cacciatorpediniere Hms Dragon, unità Type-45 della Royal Navy specializzata nella difesa aerea. La scelta di puntare sugli Usv conferma il crescente interesse delle marine occidentali verso sistemi navali autonomi destinati a missioni di sorveglianza, pattugliamento e protezione delle infrastrutture marittime critiche. Lo Stretto di Hormuz rappresenta infatti uno snodo essenziale per il commercio energetico globale, e la sua chiusura o destabilizzazione avrebbe conseguenze immediate sui mercati internazionali.











