Chanel Totti: "La gente aveva tanti pregiudizi su di me. Oggi spero abbia cambiato idea"
Tra domande folli e risposte sarcastiche di utenti con avatar di cartoni animati, un database che ha segnato (a suo modo) un'epoca
Vent'anni fa il web era più ‘umano’. Nessuna traccia di intelligenza artificiale, nessun ChatGpt o Gemini a risolvere i nostri interrogativi. Un'epoca dimenticata e ormai distante anni luce, ignota alla maggior parte della Gen Z - in molti non erano nati o erano troppo piccoli -, un'epoca che però, in qualche modo, ha segnato il popolo Millennial. C'erano i forum e le connessioni internet non erano minimamente paragonabili a quelle d'oggi. Siamo nel 2005, e Facebook sarebbe sbarcato ufficialmente in Italia solo due anni dopo.
Per chi lo ha vissuto, ripensarlo ora fa sorridere (e forse un po' vergognare); c'è chi lo utilizzava ‘seriamente’ e chi lo frequentava come diversivo o per svago. Un angolo in cui anche la follia veniva condivisa: Yahoo! Answers.
Non era un web forum, ma il funzionamento non era poi così differente. Era il luogo virtuale - credo la spiegazione sia necessaria per la maggior parte della nuova generazione che giustamente fino a ora ne ignorava l'esistenza - in cui gli utenti potevano chiedere letteralmente qualsiasi cosa e ricevere risposte da sconosciuti nascosti dietro gli avatar più vari e bizzarri. Un servizio di domanda e risposta lanciato dalla Yahoo! Corporation, che ha avuto il suo momento d'oro, in Italia, tra il 2006 e il 2008, prima di spegnersi progressivamente con l'avanzare dei social come li conosciamo (più o meno) ora. Ma per molti nostalgici è rimasto una vera e propria roccaforte fino al 4 maggio 2021, data ufficiale della chiusura del servizio.






