Giovedì 14 maggio è finita l’edizione 2026 - la tredicesima in totale, la dodicesima condotta da Costantino della Gherardesca, la quinta su Sky dopo che la Rai ha sconsideratamente lasciato andare uno dei format più belli della tv - di Pechino Express. Un programma che seguo e amo dalla prima stagione, quando lo conduceva Emanuele Filiberto di Savoia e Costa era un concorrente della coppia Zio e Nipote, insieme a Gherardo Fedrigo "Barù" Gaetani dell'Aquila d'Aragona, che arrivò al terzo posto di quel viaggio che effettivamente arrivava a Pechino.
Nel frattempo il mondo della televisione, e non solo, è cambiato enormemente, con la fruizione streaming che si è fatta negli anni sempre più frequente e dominante, così come la presenza sui social media di questo per me imperdibile show. Eppure, anche quest’anno, non posso nascondere di essere stato nuovamente deluso dal finale. Una delusione che si ripete ormai da qualche anno, e che si fa più amara a ogni edizione.
No, ovviamente non mi riferisco ai vincitori, i meravigliosi Raccomandati Chanel Totti e Filippo Laurino. Certo, i miei vincitori preferiti restano gli sportivi Juri Chechi e Antonio Rossi dell’anno scorso, ma Chanel e Filippo erano i miei beniamini di quest’anno, insieme agli Spassusi eliminati troppo presto dai cinici Veloci Fiona May e Patrick Stevens.














