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L'ambasciatore italiano arrivato a Malè segue da vicino le attività della guardia costiera. La Maldives National Defense Force: "Recupero ad alto rischio"
Le operazioni di recupero sono ufficialmente iniziate sul luogo dell'incidente in cui hanno perso la vita cinque sub italiani. Le squadre della Guardia costiera maldiviana hanno raggiunto l'area con imbarcazioni di soccorso e personale specializzato. A bordo sono presenti sommozzatori della Guardia costiera e della polizia locale, insieme a un esperto subacqueo italiano che collabora con le autorità nelle fasi più delicate dell'intervento. A Malè intanto è arrivato anche l'ambasciatore d'Italia a Colombo, competente per le Maldive, che incontrerà i responsabili della Guardia costiera impegnati nelle operazioni. Intanto, la procura di Roma ha avviato un'indagine.
Le condizioni del mare e del tempo restano difficili e potrebbero complicare le operazioni di recupero. Nonostante questo, è prevista una prima immersione esplorativa per individuare i punti di accesso della grotta dove sono morti i cinque cittadini italiani. "Si ritiene che gli altri quattro subacquei si trovino nella stessa grotta in cui è stato recuperato il primo corpo, che si estende fino a una profondità di circa 60 metri". Lo conferma, in un comunicato, la Maldives National Defense Force (Mndf), spiegando che l'operazione in corso per la ricerca e il recupero dei sub italiani è "ad alto rischio" e vede impegnati sommozzatori specializzati, imbarcazioni e supporto aereo. A complicare il quadro, conferma l'autorità maldiviana, proprio le avverse condizioni meteorologiche nella zona, tra cui forti venti e un'allerta gialla.











