Il tarassaco è una di quelle piante che quasi tutti conoscono fin da bambini. I suoi fiori gialli colorano prati e campagne, mentre il celebre soffione bianco accompagna da sempre giochi, desideri e ricordi. Eppure, dietro questa pianta spontanea spesso considerata una semplice erbaccia, si nasconde un concentrato di proprietà nutrizionali e benefici per l’organismo. Da secoli il tarassaco viene utilizzato nella tradizione popolare sia in cucina sia in fitoterapia. Le foglie, leggermente amare, possono essere consumate crude o cotte e sono ricche di vitamine, minerali e fibre. La radice, invece, è nota soprattutto per le sue proprietà digestive e depurative.
Per capire meglio i benefici e le precauzioni legate al consumo del tarassaco, abbiamo intervistato il dottor Fabio Gregu, biologo nutrizionista. “Il tarassaco può supportare la funzione digestiva ed epatica grazie ai composti amari che stimolano bile e digestione, con una lieve azione carminativa utile contro gonfiore e fermentazione intestinale”, spiega il dottor Fabio Gregu. “Può essere utile in caso di digestione lenta, pesantezza post-prandiale e alimentazione ricca di grassi. Va però evitato in presenza di calcoli biliari, ostruzioni delle vie biliari o gastrite importante senza parere medico”. Il sapore amarognolo del tarassaco, spesso poco apprezzato, è proprio una delle caratteristiche che lo rendono interessante dal punto di vista digestivo. Gli alimenti amari, infatti, possono stimolare la produzione di succhi gastrici e favorire il lavoro del fegato.






