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L'indice Ftse Mib mai così in alto negli ultimi 26 anni. Spingono banche, energia, stabilità politica e corsa Ia
La Borsa di Milano chiude a un passo dal suo record storico. Ieri il Ftse Mib, il paniere azionario più importante di Milano, è salito dell'1,15% sfondando quota 50mila punti a un'inezia al di sotto del picco massimo che toccò nel marzo del 2000. Era oltre un quarto di secolo fa, all'apogeo della bolla di internet che esplose in modo rovinoso tra il 2000 e il 2002. Travolse non solo l'Italia: a tal punto che il Nasdaq, il listino americano riferimento per le società tecnologiche, arrivò a perdere in quel periodo il 78% del suo valore. Allora a far franare tutto fu l'imponente disallineamento tra le quotazioni di Borsa delle società di internet, con la loro capacità di generare ricavi che si rivelò molto inferiore alle aspettative.
Un'epoca molto diversa, ma con molti punti di contatto con i giorni nostri: anche oggi il carburante principale della corsa dei listini azionari è la tecnologia, con la corsa agli investimenti miliardari sull'intelligenza artificiale ad alimentare una corsa apparentemente senza fine. A tal punto da far temere un nuovo capitombolo sui mercati. Il gigante Nvidia, a suo modo simbolo di questa nuova rivoluzione industriale con i suoi microchip ultra performanti, capitalizza a Wall Street quasi 5,7 mila miliardi di dollari. Un numero comparabile con quello del Pil di una potenza economica come la Germania.







