di
Salvatore Riggio
Clima di veleni e polemiche nel club di Florentino Perez. Mbappè non ha gradito l'esclusione contro l'Oviedo
Non c’è pace al Real Madrid. Il club nelle ultime settimane è diventato una vera e propria polveriera, dovuta forse anche alla frustrazione di un’altra stagione senza titoli. Prima la rissa tra Valverde e Tchouameni («risolta» con una mega multa di 500mila euro a testa), poi le frasi di Florentino Perez («Ci sono stati rubati almeno sette campionati»), ora i rapporti non proprio idilliaci tra Kylian Mbappé – che si è attirato le antipatie dello spogliatoio Blancos per la vacanza in Sardegna con la fidanzata Ester Exposito mentre era infortunato – e il tecnico Alvaro Arbeloa.
Nel match vinto dal Real Madrid per 2-0 contro l’Oviedo il francese è partito dalla panchina ed è stato pure fischiatissimo dai suoi tifosi – è accusato di risparmiarsi per il Mondiale 2026 – nonostante l’assist a Bellingham per il raddoppio al minuto 79: «Sto benissimo adesso. Non ho giocato perché l'allenatore mi ha detto che sono il quarto attaccante in rosa, dietro a Mastantuono, Vinicius e Gonzalo – le parole di Mbappé –. Lo accetto. Ero pronto a partire titolare, è stata una sua decisione. Non ci si può arrabbiare con l’allenatore, bisogna sempre rispettare le sue scelte. Continuerò a lavorare sodo e aspetterò il mio turno per tornare titolare».










