di
Christian Gaole
Giancarlo Signor aveva 65, viveva a Peschiera del Garda e conduceva una vita da eremita: era mummificato. «Non aveva amici e si vestiva in modo strano»
Si chiamava Giancarlo Signor, aveva 65 e viveva a Peschiera del Garda (Verona), sopra il Bar Dante. Carabinieri e vigili del fuoco lo hanno trovato morto in casa l’altro giorno sommerso da oggetti che trovava per strada. Era morto da almeno un anno, mummificato. Con poche frequentazioni in paese, viveva fra il Garda e la Sardegna di cui era originario. L’allarme è stato dato dai proprietari dell’appartamento in cui viveva e che non avevano sue notizie da tempo. «Non si erano preoccupati prima - spiega la sindaca di Peschiera del Garda, Orietta Gaiulli - perché l’affitto veniva pagato regolarmente mese per mese tramite bonifico».
Nessuno si è accorto della morteAl momento le cause della morte sono ignote. «L’uomo col trolley blu», come era stato soprannominato dagli arilicensi, conduceva una vita quasi da eremita. Nessuno sa di preciso quali fossero le sue abitudini, se non che diverse volte alla settimana prendeva il traghetto per raggiungere Garda e concedersi un bagno. «Andava in giro vestito in modo strano, nessuno conosceva il suo nome o le sue origini. Ricambiava il saluto, ma era una persona molto schiva», racconta Carlo Scattolini, scrittore originario di Peschiera. «Si fa fatica a commentare l’accaduto. Dai dati che abbiamo raccolto, era originario della Sardegna e probabilmente faceva spesso la spola tra lì e Peschiera. Non risultava conosciuto ai servizi sociali e, da quanto emerso, non aveva relazioni o amicizie stabili in paese», commenta Gaiulli. Probabilmente l’assenza di una rete di conoscenze vicine ha fatto sì che nessuno si accorgesse della sua assenza per così tanto tempo.






