Dopo il via libera ottenuto dal senato, il 15 maggio Kevin Warsh assumerà la carica di presidente della Federal reserve (Fed), la banca centrale degli Stati Uniti. Nei giorni scorsi l’economista, che a gennaio è stato indicato da Donald Trump come successore di Jerome Powell, si è sottoposto all’esame dei parlamentari, cercando di convincerli che non sarà un burattino nelle mani del presidente.
Da quando è tornato alla Casa Bianca, Trump ha fatto di tutto per sottomettere la Fed ai suoi voleri, convinto che l’istituto non abbia tagliato abbastanza il costo del denaro: oggi i tassi di riferimento sono vicini al 3,75 per cento, mentre Trump sostiene che dovrebbero stare al massimo al 2 per cento.
Per questo ha attaccato ripetutamente Powell. Prima con invettive piene di insulti – “stupido”, “testardo come un mulo”, “brutta persona”, “testa vuota” – e poi affibbiandogli il nomignolo spregiativo di Too Late (Troppo tardi): “Jerome, sei il solito ‘troppo tardi’. Sei costato agli Stati Uniti una fortuna e continui a farlo. Dovresti abbassare il costo del denaro di un bel po’. Sono andati in fumo centinaia di miliardi di dollari senza che ci sia inflazione”.
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L’11 gennaio 2026 Powell aveva rivelato di essere oggetto perfino di un’azione legale del dipartimento di giustizia, per una vicenda (da molti considerata pretestuosa) legata a un progetto di ristrutturazione della sede dell’istituto. L’indagine è stata archiviata il 24 aprile.








