Coste e mercatoLa legge che in Calabria piace ad Assobalneari ha attirato sul governatore le critiche dei puristi liberali. Lui risponde: "Se si osserva la realtà delle coste calabresi, si vedranno distese di spiagge libere, a differenza che in Liguria o in Toscana, per esempio. La concorrenza serve ad allocare risorse scarse, non a produrre una scarsità artificiale”. E su FI come avanguardia sui diritti Occhiuto dice: "Aiuterà il centrodestra"di15 MAG 26Roma. Se gli dicono “tu quoque?” – nel senso dell’essere liberali ma di fare cose che (all’apparenza) liberali non sembrino – il governatore azzurro della Calabria Roberto Occhiuto risponde rilanciando: fare cose liberali, dice al Foglio, significa “far uscire il liberalismo dal museo e aggiornarlo”. Antefatto: la Regione Calabria ha approvato una legge sulle concessioni balneari che è piaciuta ad Assobalneari, nella misura in cui si rifà alla direttiva Bolkenstein rispetto all’obbligo di mettere a gara le concessioni solo quando c’è scarsità effettiva della risorsa naturale (le spiagge) e nella misura in cui preveda, a monte della messa a gara, verifiche sull’effettivo stato di scarsità, territorio per territorio. Un provvedimento che ha fatto piovere su Occhiuto (anche su questo giornale), l’accusa di aver edulcorato il proprio tasso di liberalismo, dopo aver varato provvedimenti liberalmente coraggiosi (vedi taxi e Uber). Occhiuto ribalta la prospettiva: “Qual è l’obiettivo che ogni liberale dovrebbe perseguire? Io rispondo: migliorare la qualità dei servizi. Ma, se si osserva la realtà delle coste calabresi, si vedranno distese di spiagge libere, a differenza che in Liguria o in Toscana, per esempio. Questo, in quelle regioni, comporta la presenza di rendite di posizione che non assicurano la qualità del servizio. In Calabria, invece, a fronte di un afflusso record di turisti, ci ritroviamo con chilometri di spiagge prive di servizi. E, mentre invito i Comuni a fare le gare, trovo ingiusto smantellare i pochi presidi che offrono un minimo di servizi. La concorrenza serve ad allocare risorse scarse, non a produrre una scarsità artificiale”. Il governatore contesta anche “il modo dogmatico con cui spesso si affermano i principi liberali. E’ liberale considerare ancora un dogma quello dello stato minimo, quando ci sono Big Tech che contano più degli stati nazionali e hanno un fatturato annuo che supera il Pil degli stati nazionali? E che cosa sarebbe successo se non ci fosse stato l’intervento statale ai tempi del Covid?”. I medici lamentano carenze di organico e dicono: non saremmo pronti a un’altra pandemia. “Se la riforma la scrivi con le corporazioni, generalmente non è una buona riforma. Penso di essere stato l’unico, nel mio partito, a dire che non si può fare una riforma sotto dettatura dei medici di medicina generale – che pure devono essere ascoltati”. Metodo applicato alle licenze taxi? “Passavo per essere uno contrario all’autonomia, ma ho vinto in Corte Costituzionale sollevando il conflitto d’attribuzione con il governo e contro i decreti Salvini sugli Ncc. La Corte ha affermato che la materia non compete al governo nazionale, e quindi in Calabria abbiamo liberalizzato il mercato. Non avrei potuto farlo se avessi ascoltato i tassisti invece di chi deve prendere il taxi”. FI sembra volersi porre, oggi, come avanguardia nel centrodestra sui diritti, vedi legge sul fine vita che sta per approdare in Aula, anche a costo di scontrarsi con chi non è dello stesso avviso nella coalizione. “La mia sensazione è che molti giovani guardino al centrodestra come a una coalizione ingiallita, conservatrice proprio per quanto riguarda il tema dei diritti civili o questioni che toccano intimamente la libertà delle persone, come il fine vita. Ma un partito fondato da Silvio Berlusconi, grande innovatore, dovrebbe aiutare il centrodestra a rappresentarsi come coalizione capace di discutere davvero questi temi. Mi auguro che la posizione di FI su questi temi non sia soltanto di testimonianza”. Magari non ancora i giovani di centrodestra, ma alcuni, nel centrosinistra, vi considerano appetibili. “A me pare ci sia un ritardo di riformismo anche nel centrosinistra. E FI, in questo senso, può essere utile al centrodestra, aggregando il voto di tanti riformisti che un tempo votavano a sinistra ma non voterebbero Elly Schlein”. Eppure nel centrosinistra alcuni vi disegnano in bilico. “Noi siamo convintamente ancorati al centrodestra e puntiamo a rafforzarlo con un profilo più riformista. Rimarranno delusi quelli che, nel centrosinistra, pensano che FI possa essere funzionale a loro”. Anche Marina Berlusconi auspica un ritorno del partito nel solco originario liberale. “Sì, è importante che il centrodestra torni a essere la coalizione liberale che Berlusconi ha fondato”. Di mezzo, però, c’è la riforma della legge elettorale. “Io sono per un partito ambizioso che non sia né un’aggiunta nel centrodestra né una propaggine del centrosinistra”.Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.
Occhiuto difende il suo liberalismo “aggiornato” sulle concessioni balneari
La legge che in Calabria piace ad Assobalneari ha attirato sul governatore le critiche dei puristi liberali. Lui risponde: "Se si osserva la realtà delle coste calabresi, si vedranno distese di spiagge libere, a differenza che in Liguria o in Toscana, per esempio. La concorrenza serve ad allocare risorse scarse, non a produrre una scarsità artificiale”. E su FI come avanguardia sui diritti Occhiuto dice: "Aiuterà il centrodestra"







