Tarda mattinata in via Cadore. Una passeggiata vicino a casa per sgranchire le gambe. Tempo di vedere due negozi, comprare il pane per il pranzo frugale, scambiare due chiacchiere. Domenico Lanzetta, 84 anni, camminava col passo lento degli anziani e la tranquillità di chi conosce bene la città, i rischi, la frenesia del traffico... Un vero palermitano trapiantato a Milano e abituato al tran tran allegro dei giorni feriali. All’altezza del civico 2 attraversa la strada. Non è sulle strisce pedonali ma conosce bene quel tratto e quell’attraversamento. Da lontano sopraggiunge un furgone con cella frigorifera.
Viene dalla sua sinistra ed è chiaramente diretto verso corso XXII Marzo. Lanzetta lo vede, rallenta. Lo fa passare perché possa fermarsi e parcheggiare in seconda fila come fanno tutti i furgoni a Milano che devono consegnare la merce più in fretta che si può e possibilmente senza prendere multe. Pochi minuti masticati in fretta e furia nel caos di metà mattina. Ma l’autista del furgone innesta meccanicamente la retro per parcheggiare. Non si accorge che il poveretto è ancora dietro di lui e non ha raggiunto l’altro lato della strada. Lo travolge, gli passa sopra due volte: la prima in retromarcia con una ruota e poi di nuovo andando qualche metro in avanti. Appena si accorge dell’accaduto il conducente chiama il 118. Purtroppo la situazione è disperata. L’uomo, giace sulla strada incosciente.








