Sostiene Paolo Maldini che trovare aggettivi per Jannik Sinner stia diventando sempre più difficile. Perché il n.1 del mondo dice di non giocare per i record, eppure ogni partita in cui scende in campo finisce per registrarne uno. La vittoria contro Andrey Rublev, infatti, non vale solo l'accesso alla semifinale del torneo di Roma, accendendo le speranze di una finale tutta italiana con Luciano Darderi, ma porta con sè l'ennesimo traguardo: è la vittoria consecutiva numero 32 in un 1000, nuovo record con una in più delle 31 di Novak Djokovic.
"Sono contento - dice a chi glielo domanda -. Ma ora sono concentrato sulla semifinale. Dovrò recuperare fisicamente e sto sentendo che ho giocato tanto ultimamente, sarà una partita difficilissima. Giocare la sera sarà più tosto fisicamente: se dovesse andare male avrò più tempo per recuperare per Parigi, che è l'obiettivo principale della mia stagione".
Un messaggio chiaro da chi non si è mai fermato da Indian Wells in poi, portando a casa il 'Double Sunshine', poi Montecarlo e Madrid. Proverà l'assalto anche a Roma, soprattutto nel cinquantenario in cui ricorre l'ultima vittoria di un italiano nel singolare maschile, quella del '76 di Adriano Panatta. Ma se dovesse uscire, nessun dramma e testa a Parigi, l'unico Slam che gli manca in bacheca.












