PONTE SAN NICOLÒ (PADOVA) - La mattina del 3 dicembre l'operaio Nicola Pagan, 58 anni di Piove di Sacco, impegnato in un cantiere di condutture di acqua e fognature a Ponte San Nicolò, moriva travolto dal terreno della buca nella quale stava lavorando.

A cinque mesi di distanza, per quella morte in cantiere, il sostituto procuratore Andrea Girlando ha iscritto sul registro degli indagati cinque persone, tutte accusate di concorso in omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza sul lavoro. Sono il committente, i due datori di lavoro di Pagan, il coordinatore della sicurezza del cantiere e il direttore dei lavori. Nelle scorse settimane tutti loro hanno ricevuto dalla procura l'avviso di una consulenza tecnica sulla dinamica dell'infortunio mortale affidata dal pm all'ingegner Mario Piacenti.

L'ingegner Piacenti avrà tempo fino a fine giugno (salvo proroghe) per ricostruire ogni dettaglio di quanto accaduto nel cantiere di sottoservizi in via Primo Levi. Il quesito disposto dal pm Girlanod riguarda non solo la dinamica meccanica di quanto accaduto (cioè accertare come sono andati i fatti) ma anche verificare la misurazione della buca, compresa la sua profondità e poi capire di che materiali fosse fatta, oltre al terriccio, se ci fossero quindi rinforzi alle pareti e quale materiale abbia travolto l'operaio. Da verificare anche il suo incarico per quella giornata di lavoro: come mai, in sostanza, Nicola Pagan si trovava all'interno dello scavo.