La vera rivoluzione è cominciata poco più di dieci anni fa. E, a quanto dicono i ricercatori, è solo l’inizio. Basta digitare la parola chiave “salute della donna” (woman health) su PubMed, il principale database sui temi della Medicina, per rendersene conto. Nel 2015 risultavano pubblicati 35.945 articoli, mentre nel 2025 il numero è salito a circa 68mila. Focalizziamoci sull’Italia: le pubblicazioni erano 1.312 nel 2015 e sono più che triplicate nel 2025, raggiungendo le 4mila.

La vera rivoluzione, dunque, è iniziata nel 2015 ma, alle spalle, ha anni e anni di lavoro nei laboratori di ricerca e nella pratica clinica. Più di venti. Per spiegare quale fosse la condizione della donna nel campo delle sperimentazioni di farmaci piuttosto che nella diagnostica finché non è stata data un’accelerata alla Medicina di genere basta leggere queste poche righe dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri: “Immaginate, lettori uomini, di entrare nel vostro negozio di vestiti preferito e girando tra gli scaffali di notare che gli abiti sono di taglia, misura, tessuti non pensati per voi: sono adatti a una statura e corporatura più piccola e tarati su fattezze femminili. Insomma, qualcosa vi andrà pure bene ma non sarà semplice trovare qualcosa fatto proprio per voi. Alle donne accade qualcosa di molto simile con i farmaci e la medicina”.