True2026-05-14Continua a leggereRiduci
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Sul sito di «Repubblica» è apparso un banner pubblicitario realizzato con l’IA in cui si mostrava il «mio» litigio con il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, in una puntata di «Porta a Porta». Tutto fasullo: così manipolano i volti per raggirare i risparmiatori.«Mentite a milioni di italiani: come Gianluigi Paragone ha smascherato il ceo di Intesa Sanpaolo in diretta su Porta a Porta». La notizia che ho bucato e che mi riguarda l’abbiamo trovata su Repubblica.it in un articolo di Giuseppe Colombo, ed è corredato da fotografie che sanciscono il mio epico duello televisivo con Carlo Messina.L’articolo riporta non solo «lo scontro a Porta a Porta che ha lasciato l’ad di Intesa Sanpaolo senza parole» ma anche il mio suggerimento su «come la gente comune può finalmente riprendere il con dei propri soldi». Ora vi chiederete? Ma quando è andata in onda questa puntata di Porta a porta? E perché la notizia è sul sito di Repubblica.it mentre io, che pur collaboro con la Verità, non ho scritto una riga? Semplice, perché nulla di tutto questo è mai avvenuto realmente. È una notizia fake, una truffa che coinvolge inconsapevolmente alcuni giornalisti (per esempio, Milena Gabanelli) e che occupa banner pubblicitari di prim’ordine come nella homepage di Repubblica. Che ovviamente non può sapere della pubblicità truffaldina perché le pubblicità seguono la profilazione dell’utente.A dirla tutta, ho finanche scarse speranze di venire a capo dei responsabili della truffa dopo l’esposto/denuncia che andrò a fare quanto prima: quando partono le denunce, questi lestofanti si cambiano i connotati, nel senso dei server e delle url di riconoscimento. Così fanno ripartire la giostra delle truffe.Intanto mettiamo in chiaro che io non c’entro assolutamente nulla e che stanno rubando la mia identità: il Gianluigi Paragone che vedete raffigurato è creato dall’Intelligenza artificiale. Come Carlo Messina e come Bruno Vespa. Quindi io non ho avuto alcuno scontro negli studi di Porta a porta con il capo di Intesa SanPaolo e - soprattutto - la piattaforma di trading pubblicizzata per far fare un po’ di soldi ai risparmiatori è una colossale truffa! Detto questo, entriamo nei meccanismi del racconto: dalla creazione dell’evento mediatico (lo scontro in tv) al lancio della piattaforma di trading online come investimento a basso rischio. L’articolo fake con grafica tipo Repubblica fake, con foto fake per prima cosa inquadra i personaggi in una sceneggiatura verosimile: da una parte, un giornalista d’inchiesta (oggi tocca a me perché ho una pagina Facebook da quasi due milioni di followers ma domani potrebbe toccare a Maurizio Belpietro o a Mario Giordano o a Paolo Del Debbio), dall’altra il capo di una banca.Trascrivo alcuni passaggi dell’articolo fake che non è di Repubblica ma di un sito cui il banner ti porta: «Alla fine della puntata, Messina aveva abbandonato lo studio. Bruno Vespa, trent’anni di dibattiti politici alle spalle, è rimasto senza parole. E milioni di telespettatori cercavano freneticamente su Google la piattaforma di investimento che Paragone aveva appena rivelato. Ecco cos’è successo», va avanti il finto racconto della finta puntata, «Bruno Vespa ha aperto con la domanda che tutti si pongono: “Con le bollette ancora oltre i 2.500 euro l’anno, i mutui che strangolano le famiglie e il costo di tutto - dalla spesa al carburante - che resta ostinatamente alto, cosa possono fare concretamente i cittadini italiani?”». L’articolo prosegue: «La risposta arrogante dell’ad Carlo Messina: “Capisco che siano tempi difficili. Ma i fondamentali di una sana gestione finanziaria non cambiano. Le famiglie devono gestire il bilancio familiare con attenzione, valutare un indebitamento strategico per beni che si rivalutano, e rivolgersi a consulenti finanziari qualificati per…”».A questo punto entro in scena io, il fustigatore delle banche (e lo sono, per carità) con toni che iniziano ad alzarsi (caratteristica che non nego). «La voce di Paragone ha tagliato l’aria. “Indebitamento strategico? Le spiego io cos’è strategico, direttore”». E qui parto con un bel pistolotto sui guadagni dei manager e gli stipendi delle persone comuni: cose che penso e che ho commentato mille volte. La finta puntata col finto duello tra me e Messina finisce col pubblico in piedi, una standing ovation da stadio che poco si combina con il salotto di Porta a porta. Adunata la folla adorante, tutto è pronto per il mio annuncio Urbi et orbi: una piattaforma di trading online che, stando al mio endorsement falso, «l’establishment sta cercando disperatamente di tenere nascosta. Da tre anni a questa parte esiste una tecnologia: piattaforme di investimento basate sull’Intelligenza artificiale. E stanno facendo qualcosa di straordinario». Qui andrei in un brodo di giuggiole per questa piattaforma (di cui si fa il nome nell’articolo fake) che moltiplicherebbe i pochi investimenti delle persone, con un ingresso di 250 euro, un telefono e una procedura che «spiego» nei dettagli. Tutto falso e ingannevole. Si tratta di una truffa realizzata con l’Intelligenza artificiale, che usa mie battaglie (che confermo) a favore di una «soluzione» che chi mi conosce sa benissimo che mai avrei potuto sostenere perché considero queste piattaforme di trading online (idem il mercato dei Bitcoin e cripto valute) un modo per fregare soldi! Allora, com’è possibile che Repubblica metta queste pubblicità nella sua homepage? Funziona così: un’azienda anonima (nell’Url dell’articolo fake si menziona tale «Woodupp») carica la pubblicità su un network pubblicitario internazionale. In questo caso si tratta di MediaGo, di proprietà del colosso cinese Baidu (il secondo motore di ricerca dopo Google), la quale distribuisce su molti siti, tra cui Repubblica, attraverso il fenomeno delle aste in tempo reale. Repubblica non sceglie e nemmeno sa di quella pubblicità; si limita a incassare la vendita dello spazio pubblicitario.Si può fare qualcosa? Sì, iniziando a guardare dentro il sistema di questo genere di raccolta pubblicitaria, dove i pochi grandi operatori tipo Meta (i cosiddetti Ott, Over the top) rastrellano con modalità piratesche tutto il mercato lasciando le briciole agli altri. Lo fanno indisturbati perché vale sempre la rassegnata idea per cui il forte ha sempre ragione. Ne aveva parlato Marina Berlusconi, inascoltata. Domani ci torneremo.






